#LinuxDay2012 – Ricordi accanto al focolare

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A una settimana dal Linux Day si può a ragione ritenere di avere ormai raggiunto quel distacco emotivo che è necessario per dare un giudizio oggettivo su come sia andato l’evento. Sabato sera scorso mi sentivo davvero felice (quella felicità che non scompare quando ti chiedi “perché sono felice?”), e tale sono stato domenica, e lunedì e il giorno dopo ancora… e dopo una settimana che ogni volta che ci pensi ti senti soddisfatto, cominci a capire che il senso di benessere non è solo un’overdose di Redbull.

Il LUG ha iniziato a lavorare sodo da mesi per far funzionare la cosa (la query “linux day” su Google Groups nella mailing list del Roma2LUG restituisce 384 risultati…), e alla fine: bei talk, tanta gente e soprattutto una bella atmosfera. Sono quelle cose cui non crede la solita certa gente (purtroppo la stragrande maggioranza); intendo quelli che “Open? Free? Ma se non ci sono interessi diretti nessuno se ne occuperà!”

Questo non si rivelò vero quando Linus Torvalds concretizzò il suo flame contro i custodi dello status quo, e -nel suo piccolo- continua a essere smentito ancora una volta in un giorno che è stato dedicato all’Open Source proprio in un contesto dove mancare di perseguire l’immediato individualissimo interesse può essere fatale: è il mondo delle imprese, grandi o piccole che siano.

Pare che tra le esperienze più formative che un giovane della nostra età possa fare ci siano tutta quella categoria di impegni che vanno sotto il nome di “volontariato”; non sei pagato né costretto, lo fai perché senti di volerlo fare, ed è esattamente questo il sentimento alla base della voglia di fare il meglio non per sé stessi ma per la collettività, per qualcosa di più grande (e non semplicemente più numeroso) della singolarità del proprio ego. L’impegno dei membri del LUG nasce non meno dalla voglia di condividere il tempo tra nerd, ma ciò cui si va incontro in ogni attività di volontariato è l’arrivo di quella fatidica domanda, quando poi dalle parole si passa ai fatti, “ma chi me lo fa fare?”; a quel punto o credi che quello che fai porta qualcosa di buono a tutti, o esci. Le persone del Roma2LUG sono ancora qui, sono state qui per tutti voi, e non hanno paura di chiedersi chi glielo fa fare, perché sabato ci avete dato la risposta.

Le LUG ragecomic

Un meme commemorativo.

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