Author Archives: Cristina Zucchiatti

Linux Day 2013: Call For Papers

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Roma2LUG, Linux User Group dell’Università di Roma Tor Vergata, è lieto di annunciare l’inizio dei lavori che precederanno la tredicesima edizione del Linux Day.

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Affermatosi come una delle occasioni più importanti per promuovere il sistema operativo GNU/Linux e il software Open Source, è l’evento nazionale dedicato a tutti coloro che sposano la filosofia alla base di queste due realtà ed a tutti i curiosi che per la prima volta si approcciano al software libero.

Due mondi paralleli che, grazie alla costante diffusione a livello desktop e soprattutto in ambiente enterprise server, hanno contribuito alla crescente rilevanza di un evento divenuto oramai irrinunciabile per imprese e professionisti.

Collabora mettendo a disposizione la tua professionalità, il tuo entusiasmo e la tua passione: partecipa anche tu all’evento più open che ci sia! Insieme renderemo sempre più grande una manifestazione che negli anni ha avuto un sempre maggiore successo di pubblico.

Se hai in mente un argomento interessante e vuoi collaborare alla riuscita dell’evento, inviaci la tua proposta per uno speech e noi risponderemo nel più breve tempo possibile.

Giunta alla sua tredicesima edizione, la linea guida della più importante manifestazione nazionale dedicata al sistema operativo Open Source per eccellenza è: “L’innovazione di tutti, per tutti”.

COME PARTECIPARE

Per proporre il tuo intervento basta inviare (entro e non oltre il 20 agosto c.a.) una e-mail a roma2lug [at] gmail [dot] com con riferimento in oggetto LD13.

Indica nome e cognome del/i relatore/i, e-mail, numero di telefono, una breve biografia personale, il titolo dell’intervento e un piccolo abstract riguardante il contenuto che proponi.

FLOSS – Female Lack in the Open Source Software?

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FLOSS – Free/Libre/Open Source Software

Quando nel Luglio dello scorso anno si è diffusa la notizia che Marissa Mayer era stata scelta come CEO di Yahoo, la mia prima reazione è stata quella di una sorpresa gradita ma inaspettata. Con il passare dei giorni, tuttavia, si è diffuso sempre di più in me un senso di sconcerto. Non per il fatto in sé, ma per l’inquietudine che la mia prima reazione mi aveva suscitato. Perchè ero rimasta sorpresa, perchè la notizia che una donna – e per di più incinta! – era ora a capo di un’importante azienda informatica, mi aveva colta quasi impreparata? Avrei avuto la stessa reazione se fosse stato un uomo, ovvero, sarebbe stato questo l’aspetto più importante del suo incarico, che fosse un uomo e che stesse per diventare padre? Oppure non sarebbe stato più importante avere notizie sui suoi studi, sulla sua carriera e sulle sue capacità? A partire da queste domande vorrei affrontare con voi qualche piccola considerazione – semiseria – sul ruolo femminile nell’informatica e, sopratutto, nel mondo Linux e open source.

Vorrei partire da quello che è, purtroppo, un dato di fatto: Linux, e i sistemi operativi Open Source, stanno via via acquisendo una fetta di mercato sempre più grande, ma la mia impressione è che non stia crescendo, in modo proporzionale, l’utenza femminile. Quello che mi preme analizzare sono i motivi per cui ciò avviene e, eventualmente, come risolverli.

Mi pare chiaro che uno dei problemi principali è che la maggior parte delle persone ritiene che i sistemi Linux siano, passatemi il termine, “roba da smanettoni”. E ovviamente, tutto ciò che è da “smanettoni” ha a che fare con il mondo maschile, almeno secondo la percezione comune. La bassa percentuale di presenza femminile nelle facoltà informatiche certamente non aiuta a sfatare questo mito. C’è in questo senso un problema più profondo di tipo sociale che di certo non aiuta la nostra causa. Da studentessa di ingegneria informatica ho provato spesso la sensazione di essere considerata fuori posto, e non solo all’interno della facoltà. È successo anche a voi, miei cari amici maschi, che qualche vostro famigliare, in modo assolutamente innocente e privo di malizia, vi chiedesse sconcertato perchè scegliere proprio questa facoltà, come se in realtà vi stesse chiedendo cosa pensate di poter fare lì? Non c’è qualcosa di più adatto a voi? Pregiudizi duri a morire, ma che, sono molto fiduciosa, andranno sempre più diminuendo.

Comunque, per rompere questa catena negativa, a mio parere, ne dovremmo instaurare una più positiva e prolifica. Più donne saranno presenti e importanti nello sviluppo di sistemi Open Source, più ragazze saranno invogliate a farne parte. Non sto parlando solo di “emulazione” – per quanto sia un punto da non sottovalutare – ma anche e soprattutto di non sentirsi scoraggiate dalla paura di essere una goccia nell’oceano. Del non sentirsi sole, in poche parole. Inoltre, e non sarebbe poco, la presenza di più donne portebbe un punto di vista diverso all’interno del mondo Linux. E sono convinta che un buon prodotto non sia nient’altro che un prodotto realizzato con l’apporto di esperienze, conoscenze e punti di vista diversi. Quello che noto, almeno nelle distro principali che ho potuto conoscere direttamente e indirettamente, è che i DE e i programmi disponibili – persino, se vogliamo essere sottili, la loro stessa organizzazione – sono rivolti ad un pubblico prevalentemente maschile. E non potrebbe essere altrimenti, visto che sono prevalentemente uomini i loro sviluppatori. Facciamo un esempio concreto: la possibilità di accedere ad una piattaforma come Steam è stato un passo avanti importante per aprire Linux a un pubblico più grande, ma, converrete con me, non abbastanza da un punto di vista femminile. Ciò che vorrei, in sostanza, è un’operazione di “marketing” per rendere il prodotto più accattivante agli occhi dell’utenza femminile. Ed eccola qui la nosta reazione a catena positiva: più donne ci sono più il prodotto potrà essere pensato per un pubblico diverso, e più il prodotto si avvicinerà a quel pubblico, più ragazze vorrano farne parte.

Termino qui, almeno per ora, i miei sproloqui, ma sarei molto felice di conoscere il vostro parere. Siete d’accordo con me nel dire che Linux ha bisogno di una presenza femminile maggiore? E se sì, cosa fareste voi, di concreto, per rendere ciò possibile?

P.S.: Esistono molti siti e gruppi dedicati alle donne nell’Open Source. Vi lascio questo link a riguardo. Incoraggiamenti di questo tipo sono sempre importanti e lodevoli, ma, a mio parere, sottolineano la “gravità” della situazione. Sarebbe bello non dover avere bisogno di simili iniziative 😉