Author Archives: Roma2LUG

Roma2LUG Incontra – 2015

Eventi, Life logs Leave a reply

Il giorno 20 Maggio si è tenuta la terza edizione dell’annuale “Roma2LUG Incontra”, evento volto alla promozione dell’open source e del sistema GNU/Linux, promosso dal dipartimento d’Ingegneria Informatica e Civile di Roma Tor Vergata, DICII e dalla nostra associazione.

DSC_7057

Come negli anni passati numerosi ragazzi, provenienti dagli istituti superiori di Roma e provincia, hanno preso parte all’iniziativa organizzata dai membri del Roma2LUG. Quest’anno le scuole presenti sono state l’IISS Enzo Ferrari di Roma, il liceo scientifico B. Touschek di Grottaferrata, l’ITTS Volta sede di Guidonia e l’ITST Fermi di Frascati.

Il programma dell’evento si è diviso in una breve introduzione e due talk: Why Linux??! PyGame: l’informatica non è un gioco.

Alle dieci c.a. gli studenti, insieme ai loro professori, sono stati accolti in aula Leonardo dai ragazzi più giovani del LUG.

arrivo

Alle dieci e mezza, riuniti tutti gli studenti, il Prof. Grassi ha dato inizio all’evento con un benvenuto agli studenti, illustrando agli ospiti come, se si parla di innovazione, ormai si intenda “progresso informatico”. Sono stati presi in esame alcuni casi nostrani, come i nuovi servizi di car sharing, attivati grazie agli sviluppi nel campo mobile. Il professore ha evidenziato l’importanza dei temi trattati dal Roma2LUG e la loro centralità nel corso degli studi di Ingegneria Informatica e nel mondo del lavoro.

DSC_7045

Il prof. Grassi al termine del suo intervento ha ceduto la parola a Federico Cosentino che, presentando la giornata, ha dato il benvenuto agli studenti da parte del Roma2LUG e ha lasciato la parola ai suoi colleghi.

Il primo talk, Why Linux, è stato tenuto da Daniele De Angelis e Giulia Cassara’. Il talk, di carattere introduttivo, ha previsto una prima parte in cui Daniele ha esposto cenni di storia del sistema GNU/Linux; ha spiegato, inoltre,  la differenza fra software libero e software open source, del business che ruota attorno a quest’ultimo e di come sia possibile tutto questo grazie alle licenze GPL.

DSC_7084 (1)

Nella seconda parte del talk, Giulia analizza alcuni dati d’uso dei principali sistemi operativi all’interno delle varie infrastrutture informatiche: Embedded Systems , server aziendali, Supercomputers, Desktop, laptop ecc.; traendo la conclusione che GNU/Linux è il sistema operativo più utilizzato al mondo sia da aziende sia da sviluppatori, che lo hanno adottato come base dei propri servizi. Non è mancato poi un accenno alle critiche contro i sistemi open source (come nel campo del gaming) e di come si percepisca aria di cambiamento anche su questi fronti.

DSC_7102_2

Se siete curiosi e volete approfondire cliccate su  Why Linux??!

Dopo la fine del primo talk e una pausa di 15 minuti, Gabriele Giagnoli e Giulio Picierro hanno spiegato nel dettaglio il processo di sviluppo dei classici giochi Pong e Frogger, attraverso l’uso di Python e del modulo PyGame. I ragazzi hanno voluto sottolineare come non sia possibile in così poco tempo addestrare dei programmatori: lo scopo del dialogo era, infatti, invogliare i ragazzi a sperimentare e a raggiungere traguardi che a prima vista possono sembrare irraggiungibili. Data l’attualità della trattazione, il talk ha riscosso un ottimo successo, catturando l’interesse degli studenti, specialmente quello delle classi degli istituti tecnici, che hanno tempestato di domande i due relatori.

Questo è il link alle slide del secondo talk, il codice sarà a breve disponibile!

DSC_7198

Alla fine dei talk, come d’usanza, è stato il momento dei test: dieci domande con risposte multiple, randomizzate da un programma chiamato Shuffler sviluppato dal componente del nostro gruppo, Giulio Picierro.  

https://github.com/Roma2Lug-Projects/Shuffler <— studiatevi il codice così avrete migliori possibilità di copiare la prossima volta!

DSC_7219

L’intero gruppo ha totalizzato una media di 6.4 su 10, maggiore rispetto al 5.8 degli incontri dello scorso annoIl vincitore, Emanuele Ronci, con il voto massimo di 10/10, ha ricevuto come premio una meravigliosa maglietta Roma2LUG

Come lo scorso anno l’intero gruppo si è ritenuto soddisfatto dell’esito dell’evento, portato a compimento grazie agli sforzi di tutti i membri dell’associazione. Si ringraziano in particolare Cristina Zucchiatti per le foto, Francesco Comandini, Flavio D’Uffizi, Luca Capanna e Lorenzo Basili per la regia e il mixer audio, Sara Margani, Luca Carnevali e Mauro Filanti per l’accoglienza. Ringraziamo anche Caterina Grimaldi per aver assistito i professori dell’IIS Enzo Ferrari nell’uso di FTP su Linux! 

Tenetevi pronti, perché l’anno prossimo Roma2LUG incontrerà ancora!

Concludendo: Good Job Roma2LUG!!!

11263123_1051131484916732_2129902974601087893_o

Ulteriori foto dell’evento sono presenti nella nostra pagina Facebook. Guardatele, siamo un gruppo meraviglioso!

Guida: importare un’immagine di una macchina virtuale su VirtualBox

Documentazione Leave a reply

All’inizio dell’attuale semestre siamo stati contattati dal prof. Galeani, docente del corso di Laboratorio di Automazione 1 presso la nostra Università, che ci ha chiesto aiuto nello sviluppare un ambiente di lavoro uniforme per il suo corso, che contenesse tutti i tool da lui richiesti. Questo ha portato alla creazione di una macchina virtuale Linux, configurata a dovere per le esigenze dei suoi studenti.

In questa guida procederemo passo dopo passo a spiegare come importare questa macchina sul proprio sistema di virtualizzazione per utilizzarla.

Requisiti hardware (minimali):
• CPU: Dual-core (Freq : 1GHz);
• Ram: 1280MB;
• Scheda Video: 128MB di memoria video.
• Consigliati 20GB di spazio libero su HD

Requisiti software:
Oracle VirtualBox installata sul vostro computer

IMPORTANTE:
Nell’utilizzo della macchina virtuale saranno necessarie le credenziali dell’utente
Utente: user
Password: user
Con il comando sudo sarà possibile ottenere permessi da super-user.
Importante inoltre la necessità di una connessione di rete nel seguire questa procedura.

Passo 1: Download immagine macchina virtuale
Scarichiamo dal link il file .OVA della macchina virtuale – xubuntu_lab

Passo2: Importare la macchina su VirtualBox
Una volta avviato VirtualBox, eseguiamo l’importazione dal menù a tendina:
File >> Importa Applicazione Virtuale

11046480_827141957339373_2208704522525726671_n

Selezioniamo il file .OVA della macchina virtuale, nel nostro caso nella cartella Documenti.

Istantanea - 30032015 - 21:09:31

Premiamo “Avanti” e nella pagina a seguire su “Importa”

Istantanea - 30032015 - 21:15:48

Attendiamo che il programma abbia concluso l’operazione di importazione.

Istantanea - 30032015 - 21:17:11

Passo 3: Primo avvio della macchina virtuale e installazione delle Guest Additions
Una volta completata questa procedura ci ritroveremo con una macchina “minimale”. Mancando alcune impostazioni potremmo riscontrare malfunzionamenti con i tool di sistema, bassa risoluzione dello schermo, o problemi relativi alle prestazioni.

Avviamo per la prima volta il nostro sistema.

Istantanea - 30032015 - 21:25:52Istantanea - 30032015 - 23:51:26

Una volta avviata, sempre sul menù a tendina, selezioniamo:
Dispositivi >> Inserisci l’immagine del CD delle Guest Additions

Istantanea - 30032015 - 23:55:04

“Scarichiamo” i file richiesti seguendo la procedura guidata all’interno della macchina.
Una volta terminata questa semplice operazione, comparirà l’icona di un CD-ROM sul desktop del sistema virtuale.
Apriamo questa icona e salviamo il percorso del CD-ROM (come nell’immagine)

Tasto Destro Mouse >> Copia

Istantanea - 31032015 - 00:03:44

Adesso, avviamo dal menu principale della macchina una Shell Bash (Menù XFCE >> Emulatore di terminale) scrivendo i seguenti comandi:

cd /media/user/VBOXADDITIONS_4.3.20_96996/
sudo sh ./VBOXLinuxAdditions.run

Attendiamo che siano terminata l’installazione per poi spegnere e avviare nuovamente la macchina virtuale.
Alla fine otterremo il seguente risultato.

Istantanea - 31032015 - 00:36:52

Passo 4: Impostazioni Hardware e Aggiornamenti
Terminata la fase di importazione e installazione delle Guest Additions, prima di poter usufruire della macchina è necessario impostare adeguatamente l’hardware da dedicare alla macchina e aggiornarla una tantum.

Prima di concludere, è necessario specificare intanto che la macchina sarà già funzionante, quindi questo passaggio non è vitale ma necessario per chi volesse un sistema guest più performante.

Spegniamo nuovamente la macchina e andiamo sulla sezione “Impostazioni” di VirtualBox

Istantanea - 31032015 - 00:38:15

Da qui possiamo accedere a diverse sottosezioni da cui possono essere modificati alcuni parametri per l’impostazione delle risorse della macchina. Le impostazioni che illustreremo in questa guida sono le impostazioni riguardanti la sottosezione “Sistema”

Istantanea - 31032015 - 00:44:58

In particolare osserviamo la scheda “Scheda madre” e “Processore”:
A) nella prima, il parametro che ci interessa è la “Memoria di Base” (RAM) da dedicare alla
macchina;
B) nella seconda, potremmo selezionare il numero di core della CPU da dedicare al sistema.

Ipotizziamo che il nostro PC abbia un processore con 4 core e 6GB di RAM, per rendere più performante la macchina potremmo dedicare almeno 2GB di RAM e 2 core alla CPU; più il nostro PC sarà potente, più potremo dedicare risorse al sistema ospite.

Infine sarà necessario di tanto in tanto aggiornare la macchina virtuale. Generalmente sarà “lei” a ricordarci di eventuali aggiornamenti presenti. Se comunque questo non dovesse accadere potremmo sempre farlo noi da Terminale.
Aprendo nuovamente un “Emulatore di Terminale”, digitiamo i seguenti comandi.

sudo apt-get update
sudo apt-get upgrade

Per qualsiasi altro dubbio o informazione riguardanti la macchina, invitiamo tutti gli studenti a
rivolgersi al docente di riferimento oppure direttamente a noi.

Aggiornamento 07/04/2015:
E’ stato riscontrato un problema relativo all’elaborazione e alla visualizzazione di alcune simulazioni e grafici.
A chi si presentassero problemi sui grafici, basta rimuovere la spunta da “Abilità accelerazione 3D”
nella sezione “Schermo” presente nelle impostazioni.

Istantanea - 07042015 - 14:40:34

Invece, nel caso si presentassero problemi con l’elaborazione delle simulazioni, aprire un terminale nella macchina virtuale e scrivere:

sudo apt-get install build-essentials
sudo update
sudo upgrade

Roma2Lug Incontra – 29 Maggio Itis G. Vallauri

Articoli, Eventi Leave a reply

Il 29 Maggio ha avuto luogo il secondo evento d’incontro con le scuole superiori promosso dalla nostra associazione e dal dipartimento d’Ingegneria Informatica e Civile di Roma Tor Vergata, DICII.

Roma2lug incontra ancora

Alcune fra le eccellenze dell’istituto G. Vallauri di Velletri, delle classi 3°, 4° e 5°, e 2 dei loro professori si sono recati presso la nostra Università per assistere all’iniziativa di divulgazione dei sistemi open source. 

Il programma dell’evento è stato del tutto analogo a quello del 2 aprile.

Alle ore 10 e 30 studenti e professori dell’istituto sono stati accolti da Andrea Mercanti e Giulia Cassara’ e fatti accomodare in Aula Leonardo, dove è seguita un’introduzione all’evento da parte prima del professor Salvatore Tucci, direttore del DICII, e dopo del professor Vincenzo Grassi, coordinatore del Corso di Studi di Ingegneria Informatica; entrambi hanno accolto professori e studenti con un discorso introduttivo, sottolineando l’importanza dei temi trattati durante la giornata e di quanto questi siano centrali per i corsi di Ingegneria del dipartimento, ribadendo quindi il loro appoggio all’iniziativa come affermato già da loro più volte affermato:

DSC_4755

Che l’informatica stia cambiando il nostro modo di rapportarci con il mondo, di gestire le nostre attività e le relazioni con gli altri è ormai quasi un luogo comune che forse non vale nemmeno la pena sottolineare: è una rivoluzione che sta avvenendo sotto i nostri occhi e che non è ancora terminata, e della quale non è del tutto chiaro e possibile prevedere in quale direzione evolverà.
Di questa rivoluzione è bene non essere spettatori passivi, ma parte attiva, per poter avere voce in capitolo. Per questo ci piacciono i sistemi informatici “aperti” come l’ecosistema GNU/Linux di cui i ragazzi del Roma2LUG si fanno promotori e ambasciatori, perché sono uno degli strumenti che aiutano ad avere un ruolo di protagonista in questo cambiamento.  E formare protagonisti e non spettatori della rivoluzione informatica è l’obiettivo principale del nostro corso di laurea, siamo quindi molto felici di poter supportare l’attività dei ragazzi del Roma2LUG, ai quali va comunque tutto il merito di queste iniziative.
 [Prof. V. Grassi – Articolo]

DSC_4769

In seguito uno dei membri fondatori del LUG, Daniele De Angelis, è intervenuto per ringraziare gli studenti e i professori per la loro presenza, il DICII e i nostri professori per il loro sostegno alla nostra iniziativa. Concludendo, ha introdotto  il primo talk della giornata, Why Linux, tenuto da Emanuele Savo e Alessio Biancalana, riguardante la divulgazione dei sistemi GNU/Linux ed avente lo scopo di sottolineare la presenza diretta e indiretta di questi sistemi nella vita di tutti i giorni. I relatori hanno dato, insieme ad un po’ di storia e di curiosità, una carrellata di esempi riguardanti la presenza di Linux nel business  e nelle amministrazioni.

why linux

Al termine del talk la professoressa Valeria Cardellini, docente del corso di Cloud Computing e Sistemi Distribuiti, è intervenuta dando una breve introduzione al corso di laurea in Ingegneria Informatica e sugli sbocchi professionali che potrebbero seguire dopo una laurea in queste discipline. Dopo una breve introduzione, Daniele de Angelis ha dato il via al secondo intervento della giornata: Raspberry Pi (pt. 1, 2, 3) riguardante l’omonima scheda elettronica di tipologia SOC e ritenuta, secondo noi, un ottimo esempio di coesistenza di tecnologie open source, sia software che hardware; il talk è stato tenuto da 2 dei membri fondatori del LUG, Federico Cosentino e Gabriele Giagnoli.

Come nell’evento precedente, è stato effettuato un primo setup della scheda, con l’installazione di un sistema operativo GNU/Linux, e sono state date alcune spiegazioni basilari su strumenti utili per la trattazione successiva. In questa occasione, a differenza del primo evento, è stata vista in modo più approfondito la parte elettronica della Raspberry Pi; Federico ha quindi introdotto alcune basi di scripting Bash e di protocolli di comunicazione seriale, al fine di poter gestire tramite la scheda apparecchiature esterne, nel caso specifico una ventola di raffreddamento per la Raspberry Pi stessa: PiCoolFan. Gabriele ha poi concluso il talk, con l’installazione dell’ormai noto tool XBMC, dimostrando come la Raspberry Pi possa fungere da efficiente media center.

 bomber Consentino

Alla fine del secondo talk è arrivato, anche in questa occasione, il momento dei test: 10 domande a risposta multipla con testi diversi, generati da un nostro codice, per ogni partecipante e lo studente col miglior risultato avrebbe vinto una Raspberry Pi! Questa volta è stato inaspettatamente raggiunto un pareggio, infatti 2 studenti hanno preso la votazione di 9/10, per cui è stato necessario effettuare uno spareggio tramite una domanda a risposta aperta ad entrambi, che ha decretato un unico vincitore, Davide Sganga, studente di Informatica del 4° anno.

Winner 2

Anche in questa occasione il gruppo al completo può ritenersi soddisfatto dell’iniziativa, portando a casa nuovamente un ottimo risultato, frutto dello sforzo di tutti quanti: includiamo quindi l’apporto dato da Cristina Zucchiatti per le foto e di Stefano Di Francescangelo per il mixer. Questo non permetterà comunque all’associazione di adagiarsi sugli allori: è infatti in previsione la ripetizione dell’evento per il prossimo anno scolastico, con la probabile aggiunta di un form di iscrizione, dedicato alle scuole, al fine di rendere più snella e veloce l’organizzazione di questi eventi. Questo sarà uno delle possibili novità degli eventi Roma2LUG Incontra, sperando che questi possano diventare presto una buona abitudine.

In conclusione : Good Job ROMA2LUG!

DSC_5034

UEFI – Un’Esperienza Fortuitamente Impredicibile

Articoli

Ultimamente al LUG ci siamo schierati in battaglia contro le eccessive complicazioni incontrate nell’installare Linux in un PC con boot in UEFI mode, standard degli ultimi computer con Windows 8 nativo.

Tu stesso hai incontrato difficoltà? Combatti insieme a noi seguendo questa piccola guida! Per dovere di cronaca, devo avvertirti: avendo ogni computer delle procedure leggermente diverse per sbloccare la modalità di cui abbiamo bisogno, questo articolo potrebbe non essere totalmente fedele, ma comunque indicativo!

Procedimento:

  1. Scaricare la ISO
  2. Partizionare Windows 8
  3. Periferica USB non rilevata
  4. Schermata Nera
  5. Riordinare il Boot
  6. Boot Repair
  7. Grub Customizer
  8. Finish!

Scaricare la ISO

Il primo passo, comune a tutti, è di procurarsi la giusta ISO della tua distro preferita. Nota bene: nel caso di Ubuntu (e derivate) dovrai scegliere una versione successiva alla 12.04, obbligatoriamente a 64bit (la 32bit non è supportata da UEFI). Vai qui http://mirror.switch.ch/ftp/ubuntu-cdimage/ per il download!

Partizionare Windows 8

Proseguiamo con la creazione della partizione: utilizza il tool di gestione dei dischi di Windows 8, per evitare problemi! Apri “Esplora Risorse”, clicca con il destro sul l’icona “Questo PC” (il vecchio “Risorse del Computer”) e seleziona “Gestione”. Se viene richiesta l’autorizzazione, concedila!

Gestione DiscoSeleziona “Gestione Dischi” e avrai una panoramica delle partizioni esistenti sul tuo portatile. Seleziona quella da ridimensionare (“C:” nella stragrande maggioranza dei casi) e seleziona “Ridimensiona”. Lascia liberi circa 30GB, giusto per star tranquilli. Una volta terminato, sei pronto alla prima schermaglia, arriviamo infatti ad un bivio: in generale dovrai sistemare le opzioni del BIOS mentre, solo per alcuni fortunati, basterà eseguire un semplice comando, su Linux, per creare una USB avviabile direttamente in UEFI mode:

sudo dd if=ubuntu.img of=/dev/sdb

Altrimenti puoi utilizzare, anche su altri sistemi operativi, il software Unetbootin. Una volta terminato, spegni il pc e accedi al menù di Boot, da cui dovrai avviare la tua periferica USB.

Periferica USB non rilevata

Nella schermata di Boot non è presente la tua USB? Non ti preoccupare, purtroppo capita sovente. Ci vorrà qualche minuto in più per installare Linux, ma nulla di inarrivabile! Spegni nuovamente il PC ed entra nella configurazione del tuo BIOS. Ora disattiva il Secure Boot e attiva la “Legacy Mode” (o la modalità compatibile “Legacy”).

Una volta riusciti nell’impresa (comunque non banale in alcuni modelli estremi), torna nel menù del Boot e seleziona la tua periferica USB.

Schermata Nera

Dopo aver selezionato l’avvio dell’installazione lo schermo si spegne e la tua distro non si avvia? Complimenti, sei tra i fortunati possessori di un pc con doppia scheda grafica! Per risolvere è presto detto, riavvia il pc e giunto al GRUB edita l’avvio premendo c, aggiungi “nomodeset” (senza virgolette) tra “quiet splash ” e “” ed esegui il tutto con F10.

Riordinare il Boot

Nonostante i precedenti passi, Windows 8 potrebbe tentare l’ultima sortita e riprendersi ciò che crede suo di diritto, forzando l’esecuzione del proprio MBR invece del GRUB. Per ovviare a questo problema, torna nel BIOS e dirigiti nel menù di Boot. Se è comparsa la voce “GRUB” spostala fino al primo posto così da eseguirlo prima del boot di Windows.

Schermata di BootSe non è comparso nulla, prosegui al prossimo paragrafo!

Boot Repair

Se dovesse accadere ciò, torna nel BIOS senza scoraggiarti e riattiva la UEFI mode, dopodiché crea una USB avviabile con Boot Repair, utilizzando il software Unetbootin.

Boot Repair

Solito discorso del Boot, avvia la nuova USB. Nel menù che apparirà seleziona Advanced – GRUB Config – controlla che l’opzione “Separate boot partition” sia spuntata (o spuntala in caso contrario) e poi premi Apply.

Dopo qualche secondo ti sarà chiesto di intervenire ma niente paura: devi semplicemente seguire le istruzioni a schermo, eseguendo alcuni comandi su un terminale..

Grub Customizer

Al successivo riavvio avrai il tuo menù completo, con Windows 8 (tra le mille che potrebbe apparire utilizza sempre “Windows UEFI Boot Manager”) e la tua distro preferita, fresca d’installazione. Però sicuramente il tuo GRUB è disordinato, colgo dunque l’occasione per suggerirti e spiegarti l’utilizzo di Grub Customizer!

Grub Customizer

Apri un terminale ed esegui:

sudo add-apt-repository ppa:danielrichter2007/grub-customizer
sudo apt-get update
sudo apt-get install grub-customizer
sudo grub-customizer

Con questo programma potrai facilmente riordinare e rinominare le entry del tuo menù di avvio. Per quanto questa operazione sia elementare, raccomando sempre attenzione massima quando si “gioca” con il Grub!.

Finish!

Qualcosa è andato storto oppure non sai installare Linux? Hai alcune curiosità o non ti fidi a farlo da solo? Raggiungici in auletta! Cosa diciamo noi a Windows? NON OGGI!

GNU Octave 3.8.1

Documentazione Leave a reply

Nell’ultima release del più famoso programma open-source di analisi numerica è stata introdotta una GUI (Graphic User Interface) in versione beta che semplifica e rende l’utilizzo più semplice all’utente finale.

Sfortunatamente nei repository ufficiali delle maggiori distribuzioni GNU/Linux sono presenti solamente le vecchie versioni. Il problema verrà risolto nei prossimi mesi, infatti sia nella versione testing di Debian che nella prossima 14.04 LTS di Ubuntu è già presente l’ultima versione di Octave.

Nel frattempo ci pensa il Roma2LUG! Ci siamo occupati di compilare i sorgenti ufficiali dell’ultima versione e di creare un pacchetto .deb che potrete utilizzare sulle vostre distribuzioni Ubuntu 13.04 e 13.10. Potete trovare i pacchetti, compilati per le due architetture più diffuse, ai seguenti link:

Una volta effettuato il download, l’installazione è molto semplice, basterà aprire un terminale, recarsi nella directory dove è stato scaricato il pacchetto ed eseguire i seguenti comandi:

  • sudo dpkg -i octave_3.8.1-1_amd64.deb
  • sudo apt-get install -f

e rieseguire il comando

  • sudo dpkg -i octave_3.8.1-1_amd64.deb

Infine è necessario creare il link simbolico nella cartella /usr/local/bin

  • sudo ln -s /opt/octave3.8/bin/octave /usr/local/bin/octave3.8

A questo punto il nuovo Octave è stato installato, basterà farlo partire con il seguente comando per forzare l’utilizzo della nuova GUI

  • octave3.8 --force-gui

Se avete problemi, siete pigri o preferite essere seguiti dalla guida esperta di un nostro membro, siamo disponibili ad offrirvi tutto il supporto tecnico di cui disponiamo. Passate nella nostra auletta oppure prenotatevi compilando il seguente form.

Roma2LUG Incontra

Eventi Leave a reply

Il 2 Aprile 2014, il Roma2LUG, in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ingegneria Informatica dell’Università di Roma Tor Vergata, terrà un incontro con alcune scolaresche dell’Istituto di Istruzione Superiore “Enzo Ferrari” di Roma. Durante la giornata, verrà presentata una panoramica che permetterà agli studenti di acquisire sensibilità nei confronti dei sistemi GNU/Linux, pietra angolare di tutte le più importanti realtà nel mondo dell’IT. Verrà presentata la scheda RaspberryPi e si mostrerà con quale facilità si possano installare i più disparati servizi utilizzando il sistema operativo GNU/Linux Raspbian.

raspberrypi

Riuscire a stimolare la curiosità degli studenti verso l’ecosistema dei sistemi Linux è la sfida per cui il LUG sta lavorando, ormai da diversi anni all’interno dell’Università, ottenendo risultati tangibili. Con questo evento si vogliono quindi ampliare i confini di questa sensibilizzazione verso le successive generazioni, prima ancora del loro inserimento nell’ambiente universitario. Ci auguriamo quindi che possano aver seguito altre giornate dedicate a temi così importanti, sperando che si possa trasmettere la stessa passione che il Roma2LUG mette in ogni singolo progetto.

 

Abstract dei talk

Why Linux?!
Daniele De Angelis e Alessio Biancalana

Nel talk si analizzeranno gli aspetti che rendono i sistemi operativi GNU/Linux al giorno d’oggi fondamentali sia nel mondo lavorativo che nella vita di tutti i giorni. Dopo una breve introduzione sui sistemi GNU/Linux, verranno evidenziati alcuni fra i più significativi esempi di utilizzo di questi sistemi; ci sarà una panoramica su come la rete Internet, i siti web più popolari e le organizzazioni internazionali utilizzino massivamente l’open source per i propri sistemi. Infine ci occuperemo di come ognuno di noi nella propria giornata interagisca con questi senza rendersene conto (per esempio, sistemi embedded, Android, etc… ). L’obiettivo del talk è sensibilizzare l’ascoltatore sulla necessità di conoscere e approfondire queste tecnologie, pietre angolari del nostro futuro.

RaspberryPi: il tuo media center personale
Gabriele Giagnoli e Stefano di Francescangelo

In questo talk saranno mostrate le potenzialità di una scheda elettronica RaspberryPi. Da una brevissima introduzione all’oggetto si arriverà tramite semplici passaggi all’utilizzo di alcuni programmi applicativi per la gestione di file audio/video, in locale e in streaming. In particolare verrà installato il sistema operativo GNU/Linux Raspbian, verranno brevemente introdotte le reti di calcolatori e sarà illustrato il protocollo SSH. Infine verrà presentata una configurazione minimale per ottenere un Media Center pienamente funzionante. Il principale obiettivo del talk è quello di fornire esempi pratici riguardo la gestione di dispositivi embedded controllabili da remoto e di fornire esempi di installazione di servizi di uso quotidiano.

Byzantium: una distribuzione a prova di apocalisse zombie

Articoli Leave a reply

Rete Wireless Mesh

Lo scopo del progetto Byzantium è sviluppare un sistema di comunicazione per permettere agli utenti di connettersi tra loro e condividere informazioni anche in assenza di accesso ad Internet. Questo viene fatto attraverso la creazione di una rete ad-hoc mesh wireless che offre servizi che sostituiscono i popolari siti web spesso utilizzati per questo scopo, come Twitter e IRC.

Per realizzare ciò si sta sviluppando una distribuzione GNU/Linux che può essere eseguita da un supporto removibile (CDROM o chiavetta USB) senza necessità di essere installata.
Pur avendo tale caratteristica, Byzantium Linux è in grado di memorizzare i dati generati dal nodo della rete (ovvero da Byzantium stessa) durante il proprio funzionamento in modo da preservare le informazioni di configurazione e di tutti i database creati in precedenza.

Byzantium Linux dal 30 giugno scorso è in fase beta. L’ultima versione ha aggiunto il supporto per packet radio e un sistema di messaggistica distribuito (Microblog) oltre all’IRC (Web chat) e al Notepad. Questa distribuzione è direttamente costruita su Porteus Linux che mira alla compatibilità con Slackware sotto molti aspetti. Byzantium Linux realizza un nodo della rete ad-hoc mesh wireless, ma per utilizzare quest’ultima non è necessario l’uso della distribuzione. Per essere un cliente della rete, cioè per usare una maglia per comunicare, basta solo che il dispositivo utilizzato sia in grado di entrare in modalità di rete ad-hoc e questa è un’operazione possibile per tutti i PC e i computer portatili in generale. Anche molti dispositivi mobili sono in grado di operare in modalità ad-hoc con o senza richiedere l’installazione di software aggiuntivo.
È possibile inoltre collegare un router wireless convenzionale ad un nodo di Byzantium e servire le applicazioni web per i dispositivi “client wireless”. Ci si può così collegare al nodo Bisanzio attraverso il router come se fosse un collegamento ad un qualunque punto di accesso Wi-Fi ordinario.

Vi segnaliamo due articoli, a dimostrazione del fatto di quanto possa risultare utile una simile distribuzione GNU/Linux in caso di calamità naturali o altro:
http://mashable.com/2012/11/21/hillis-byzantium-technology-sandy/
http://techpresident.com/news/23127/red-hook-mesh-network-connects-sandy-survivors-still-without-power

Nicola

GDM: risolvere il loop durante il login

Articoli Leave a reply

Schermata di login utente. Inserite Nome e Password, date accedi e vi ritrovate alla schermata suddetta. Ma che sbadati, avrete magari sbagliato la password? Riprovate!… ancora non va? Allora il nome utente!… niente?

Niente paura, il problema è Ubuntu! Un bug noto e risolvibile, scovato dalla versione 10.04, in cui potreste incappare dopo l’aggiornamento del sistema o del kernel.
Alcuni mesi fa la questione ci fu posta da un ragazzo del gruppo Facebook del Roma2LUG. Unica possibilità di accesso era la modalità Gnome failsafe… decisamente scomoda! La sua personale risoluzione è stata reinstallare tutto ciò che ha a che fare con le GLX (nel suo caso libgl1-mesa-dri, libgl1-mesa-glx, libglitz-glx1, nvidia-173-kernel-source), ma la rete ci segnala che non si tratta di una risoluzione univoca.
A questo punto non ci è rimasto che rimboccarci le maniche e scavare, scavare, scavare… ed infine scovare, tra forum e assistenze varie, una procedura generica ed efficace su diversi modelli.

Prima di tutto, una condizione è necessaria: il terminale (ctrl+alt+F1) durante il loop deve essere perfettamente funzionante! Se così non fosse, da subito il consiglio è di reinstallare l’intero sistema, poiché il problema è ben più grave!
Passiamo ai primi tentativi di base: disinstallare e reinstallare gdm. Già qui il popolo di internet si divide, ad alcuni risolve, altri incappano in diverse bash riportanti errori critici.
Se fate parte della seconda schiera, non scoraggiatevi! Provate invece a creare un nuovo utente:

ctrl+alt+f1 per entrare nel terminale
sudo adduser NOME 
sudo adduser NOME admin
ctrl+alt+f7
per tornare al login

e provate a loggare con l’utente nuovo… nel caso funzionasse, il problema andrà pazientemente scovato nelle infinite impostazioni dell’utente, di cui non parleremo oggi.
Altrimenti, se nulla avrà funzionato, prima di formattare, potete provare una reinstallazione completa della parte grafica del sistema!

sudo apt-get remove --purge gdm*
sudo apt-get update
sudo apt-get upgrade
autoremove
sudo apt-get install ubuntu-desktop
reboot

Questa sembra la procedura che mette d’accordo e con il cuore in pace il 90% dei linuxiani di tutto il mondo. Addirittura alcuni annunciano una riduzione delle risorse occupate post-boot! A voi la tastiera dunque, comunicateci la vostra esperienza!

Tengo a ringraziare http://forum.ubuntu-it.org per le varie discussioni cui è stato estrapolato questo articolo e Daniele Angelucci per averci segnalato inizialmente il problema e la sua personale risoluzione poi!

Gabriele G.

Guida galattica per openstoppisti

Life logs Leave a reply

La parola è potere: parla per persuadere, per convertire, o per costringere.
– Ralph Waldo Emerson

Prima o poi capita a tutti nell’arco della propria vita di constatare che spesso tutto si riduce alla conoscenza o meno delle parole giuste.  Prendete, casualmente, l’open source: c’è gente che sa cos’è, e gente che non sa cosa sia. E la differenza, agli occhi di chi sa cos’è, è bella grossa. Non è poi un’ignoranza cui si può rimediare in quattro e quattr’otto: dalla prima volta che ti danno la definizione, alle terza volta che consulti Wikipedia per capire perché mai certa gente ci tiene tanto, alla decima che ti accorgi che purtroppo il programma che usi è proprietario e quindi certe cose non le puoi fare… di tempo, per capire, ce ne vuole.

È in questa prospettiva che voglio cercare di raccontare sotto forma di piccolo glossario, senza lontanamente avvicinarmi alle pretese “galattiche” millantate nel titolo, il senso di alcune parole che forse il lettore ancora non conosce. Si tratta di sfogliare le foglie di un albero che ha la radice sempre lì, nell’esempio più su: l’open.

Come riscaldamento iniziamo con una sola parola: open access.

Open access, per l’appunto “accesso aperto”, è il termine con cui si designano quelle riviste accademiche basate sul sistema peer-review che permetto l’accesso al proprio contenuto senza restrizioni attraverso Internet. Niente di più, niente di meno, ma la storia è più lunga di una riga. Con rivista “accademica” si intende una rivista che pubblica articoli prodotti da accademici nell’ambito della loro disciplina.

Il termine peer-rewiew è intimamente legato al concetto di rivista accademica. Come si fa infatti a decidere se un articolo scritto da un esperto è davvero all’altezza della rivista accademica dedicata al suo settore? Non sembra esserci un modo più sicuro di accertarsene che prendere l’articolo candidato e farlo leggere ad altri esperti i quali esprimeranno poi il loro parere: questo è il sistema “peer-review” (orribilmente traducibile in italiano con revisione paritaria), ed è il vero e proprio sistema giudiziario che decreta cosa è scientifico e cosa no. Ai signori della truffa di turno non mancherà di notare i tanti rischi di lobbying offerti da un sistema del genere (e basta chiedere una testimonianza diretta a chi “sta nel giro” per constatare che gli scienziati, purtroppo, sono esseri umani anche loro…). L’altro lato della medaglia è il business che si crea facilmente dietro le riviste di alto livello. Poco tempo fa il grande matematico inglese Sir William Timothy Gowers ha letteralmente dichiarato guerra alla casa editrice Elsevier, importantissima in ambito scientifico, per la sua politica disonestamente avara; la -IMHO- avvincente storia (una grande vittoria agli occhi di ogni idealista del movimento open source) si può leggere alla pagina di Wikipedia appunto chiamata The Cost of Knowledge. L’open access, in tutto ciò, ha la sua bella parte: previene, almeno in parte, spietate speculazioni di carattere economico da parte degli editori, e costringe il sistema peer-review a una maggiore onestà. Potendo infatti tutto essere letto da tutti, diventa estremamente difficile manipolare il sistema a favore di qualcuno piuttosto che di qualcun’altro.

Da un lato dunque, come ci sono per il software open source, per l’open access ci sono questi aspetti pratici estremamente importanti ma, sempre come lo stesso open source, c’è una questione “filosofica” di fondo che si sottende all’intera storia sorreggendola: il sapere è di tutti. Non vogliamo che la conoscenza sia solo un privilegio di chi ha i soldi per permettersela.

Neanche a dirlo, queste poche righe non sono altro che la punta dell’iceberg che si può intravedere dal corrispondente articolo di Wikipedia sull’open access. Infine, per chiudere, una parola per chi ha orecchie per intendere: non dimenticate a casa il vostro asciugamano!

Adb su Ubuntu non si avvia: risolviamo insieme

Articoli Leave a reply

Il titolo di questo articolo coincide con una affermazione che ultimamente è stata pronunciata spesso da persone che si presentano nella nostra auletta, per cui abbiamo pensato bene di farne un articolo, sperando di aiutare le tante persone che vogliono programmare su Android su ambiente linux. Innanzitutto vediamo in dettaglio il problema: una volta istallato eclipse con relativo plug-in per programmazione android e la android-sdk  in apparenza funziona tutto (macchine virtuali, librerie, ecc… ) però se si prova a connettere un dispositivo al pc per provare la nostra applicazione senza passare per macchine virtuali ci si presenta questa schermata:

Schermata del 2013-05-25 11:32:05

In poche parole il dispositivo non viene riconosciuto da adb, il motivo per cui si verifica questo è che probabilmente il server locale di adb non è stato avviato con i permessi di root, per cui bisogna andare nella directory dove è presente adb e dare i seguenti comandi:

sudo ./adb kill-server
sudo ./adb start-server

Risultato?

Schermata del 2013-05-25 11:45:47