Category Archives: Documentazione

F.A.Q. e TO-DO per l’assistenza perfetta!

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Installare Linux è semplice: sono sufficienti pochi semplici passi spiegati da moltissime guide e video disponibili in rete. Il modo migliore per imparare a muovere i primi passi  è quello di provare da soli con l’ausilio delle documentazioni di chi ti ha preceduto.

Il primo passo consiste nello scegliere una distribuzione – puoi consultare il sito distrowatch per farti un’idea. Noi, per iniziare, consigliamo Ubuntu e Xubuntu Linux, perché forniscono un ottimo supporto hardware e prestazioni elevate unite ad interfacce semplici da usare(Xubuntu è maggiormente indicata per PC datati poiché presenta un’interfaccia più leggera rispetto ad Ubuntu).

Per l’installazione, puoi seguire la guida di Ubuntu Italia, che è dettagliata e costantemente aggiornata.

In questo articolo vogliamo però chiarificare alcuni dei passi chiave che risultano talvolta poco chiari e che spesso ci vengono richiesti. In particolare, il passo 2 è fortemente consigliato, assieme ad un backup, nel caso voglia prenotare un’assistenza.

Passo 1: Preparazione del CD/USB di installazione

Intanto scarica Ubuntu oppure Xubuntu!

– A meno che non abbia esigenze particolari, scarica la versione LTS (attualmente è la 16.04.2) a 64bit. Se il tuo PC ha più di dieci anni potresti avere un processore a 32bit; in questo caso è necessario scaricare la versione a 32bit.

Successivamente, masterizza l’immagine ISO che hai scaricato oppure utilizza una pennetta usb

Su USB
Su ISO

Passo 2: Preparazione del disco rigido

Fatto questo, il prossimo passo è quello di preparare il disco. Come prima cosa, una bella deframmentazione è quel che ci vuole:  Segui la guida Microsoft!

Successivamente, se non hai già una partizione disponibile, la puoi creare riducendone una esistente: Segui la guida Microsoft!

(NB: “Comprimi Volume” in alcuni sistemi è “Riduci Volume”)

Passo 3: Installazione

Ora riavvia il PC, seleziona il lettore CD / dispositivo USB come primo dispositivo di avvio (il manuale del tuo computer riporta le necessarie indicazioni a procedere) e successivamente segui le istruzioni a schermo. Nulla di più facile!

Se dovessi rincontrare ancora problemi (magari dovuti ad hardware non riconosciuto) o preferisci essere assistito da uno dei nostri, fai un bel backup dei tuoi dati e presentati con il tuo pc in auletta dopo esserti prenotato!

Guida: importare un’immagine di una macchina virtuale su VirtualBox

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All’inizio dell’attuale semestre siamo stati contattati dal prof. Galeani, docente del corso di Laboratorio di Automazione 1 presso la nostra Università, che ci ha chiesto aiuto nello sviluppare un ambiente di lavoro uniforme per il suo corso, che contenesse tutti i tool da lui richiesti. Questo ha portato alla creazione di una macchina virtuale Linux, configurata a dovere per le esigenze dei suoi studenti.

In questa guida procederemo passo dopo passo a spiegare come importare questa macchina sul proprio sistema di virtualizzazione per utilizzarla.

Requisiti hardware (minimali):
• CPU: Dual-core (Freq : 1GHz);
• Ram: 1280MB;
• Scheda Video: 128MB di memoria video.
• Consigliati 20GB di spazio libero su HD

Requisiti software:
Oracle VirtualBox installata sul vostro computer

IMPORTANTE:
Nell’utilizzo della macchina virtuale saranno necessarie le credenziali dell’utente
Utente: user
Password: user
Con il comando sudo sarà possibile ottenere permessi da super-user.
Importante inoltre la necessità di una connessione di rete nel seguire questa procedura.

Passo 1: Download immagine macchina virtuale
Scarichiamo dal link il file .OVA della macchina virtuale – xubuntu_lab

Passo2: Importare la macchina su VirtualBox
Una volta avviato VirtualBox, eseguiamo l’importazione dal menù a tendina:
File >> Importa Applicazione Virtuale

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Selezioniamo il file .OVA della macchina virtuale, nel nostro caso nella cartella Documenti.

Istantanea - 30032015 - 21:09:31

Premiamo “Avanti” e nella pagina a seguire su “Importa”

Istantanea - 30032015 - 21:15:48

Attendiamo che il programma abbia concluso l’operazione di importazione.

Istantanea - 30032015 - 21:17:11

Passo 3: Primo avvio della macchina virtuale e installazione delle Guest Additions
Una volta completata questa procedura ci ritroveremo con una macchina “minimale”. Mancando alcune impostazioni potremmo riscontrare malfunzionamenti con i tool di sistema, bassa risoluzione dello schermo, o problemi relativi alle prestazioni.

Avviamo per la prima volta il nostro sistema.

Istantanea - 30032015 - 21:25:52Istantanea - 30032015 - 23:51:26

Una volta avviata, sempre sul menù a tendina, selezioniamo:
Dispositivi >> Inserisci l’immagine del CD delle Guest Additions

Istantanea - 30032015 - 23:55:04

“Scarichiamo” i file richiesti seguendo la procedura guidata all’interno della macchina.
Una volta terminata questa semplice operazione, comparirà l’icona di un CD-ROM sul desktop del sistema virtuale.
Apriamo questa icona e salviamo il percorso del CD-ROM (come nell’immagine)

Tasto Destro Mouse >> Copia

Istantanea - 31032015 - 00:03:44

Adesso, avviamo dal menu principale della macchina una Shell Bash (Menù XFCE >> Emulatore di terminale) scrivendo i seguenti comandi:

cd /media/user/VBOXADDITIONS_4.3.20_96996/
sudo sh ./VBOXLinuxAdditions.run

Attendiamo che siano terminata l’installazione per poi spegnere e avviare nuovamente la macchina virtuale.
Alla fine otterremo il seguente risultato.

Istantanea - 31032015 - 00:36:52

Passo 4: Impostazioni Hardware e Aggiornamenti
Terminata la fase di importazione e installazione delle Guest Additions, prima di poter usufruire della macchina è necessario impostare adeguatamente l’hardware da dedicare alla macchina e aggiornarla una tantum.

Prima di concludere, è necessario specificare intanto che la macchina sarà già funzionante, quindi questo passaggio non è vitale ma necessario per chi volesse un sistema guest più performante.

Spegniamo nuovamente la macchina e andiamo sulla sezione “Impostazioni” di VirtualBox

Istantanea - 31032015 - 00:38:15

Da qui possiamo accedere a diverse sottosezioni da cui possono essere modificati alcuni parametri per l’impostazione delle risorse della macchina. Le impostazioni che illustreremo in questa guida sono le impostazioni riguardanti la sottosezione “Sistema”

Istantanea - 31032015 - 00:44:58

In particolare osserviamo la scheda “Scheda madre” e “Processore”:
A) nella prima, il parametro che ci interessa è la “Memoria di Base” (RAM) da dedicare alla
macchina;
B) nella seconda, potremmo selezionare il numero di core della CPU da dedicare al sistema.

Ipotizziamo che il nostro PC abbia un processore con 4 core e 6GB di RAM, per rendere più performante la macchina potremmo dedicare almeno 2GB di RAM e 2 core alla CPU; più il nostro PC sarà potente, più potremo dedicare risorse al sistema ospite.

Infine sarà necessario di tanto in tanto aggiornare la macchina virtuale. Generalmente sarà “lei” a ricordarci di eventuali aggiornamenti presenti. Se comunque questo non dovesse accadere potremmo sempre farlo noi da Terminale.
Aprendo nuovamente un “Emulatore di Terminale”, digitiamo i seguenti comandi.

sudo apt-get update
sudo apt-get upgrade

Per qualsiasi altro dubbio o informazione riguardanti la macchina, invitiamo tutti gli studenti a
rivolgersi al docente di riferimento oppure direttamente a noi.

Aggiornamento 07/04/2015:
E’ stato riscontrato un problema relativo all’elaborazione e alla visualizzazione di alcune simulazioni e grafici.
A chi si presentassero problemi sui grafici, basta rimuovere la spunta da “Abilità accelerazione 3D”
nella sezione “Schermo” presente nelle impostazioni.

Istantanea - 07042015 - 14:40:34

Invece, nel caso si presentassero problemi con l’elaborazione delle simulazioni, aprire un terminale nella macchina virtuale e scrivere:

sudo apt-get install build-essentials
sudo update
sudo upgrade

GNU Octave 3.8.1

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Nell’ultima release del più famoso programma open-source di analisi numerica è stata introdotta una GUI (Graphic User Interface) in versione beta che semplifica e rende l’utilizzo più semplice all’utente finale.

Sfortunatamente nei repository ufficiali delle maggiori distribuzioni GNU/Linux sono presenti solamente le vecchie versioni. Il problema verrà risolto nei prossimi mesi, infatti sia nella versione testing di Debian che nella prossima 14.04 LTS di Ubuntu è già presente l’ultima versione di Octave.

Nel frattempo ci pensa il Roma2LUG! Ci siamo occupati di compilare i sorgenti ufficiali dell’ultima versione e di creare un pacchetto .deb che potrete utilizzare sulle vostre distribuzioni Ubuntu 13.04 e 13.10. Potete trovare i pacchetti, compilati per le due architetture più diffuse, ai seguenti link:

Una volta effettuato il download, l’installazione è molto semplice, basterà aprire un terminale, recarsi nella directory dove è stato scaricato il pacchetto ed eseguire i seguenti comandi:

  • sudo dpkg -i octave_3.8.1-1_amd64.deb
  • sudo apt-get install -f

e rieseguire il comando

  • sudo dpkg -i octave_3.8.1-1_amd64.deb

Infine è necessario creare il link simbolico nella cartella /usr/local/bin

  • sudo ln -s /opt/octave3.8/bin/octave /usr/local/bin/octave3.8

A questo punto il nuovo Octave è stato installato, basterà farlo partire con il seguente comando per forzare l’utilizzo della nuova GUI

  • octave3.8 --force-gui

Se avete problemi, siete pigri o preferite essere seguiti dalla guida esperta di un nostro membro, siamo disponibili ad offrirvi tutto il supporto tecnico di cui disponiamo. Passate nella nostra auletta oppure prenotatevi compilando il seguente form.

Lezione su Buffer Overflow di Giulio Picierro

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Qualche giorno fa, Giulio, nuovo componente del LUG, ha avuto la possibilità di tenere una lezione nella nostra università, sul Buffer Overflow nella programmazione software e come questo possa comportare problemi di sicurezza.

A fine divulgativo, pubblichiamo sul sito il suo materiale della lezione accompagnato da qualche suo appunto 🙂 Buona lettura!

Download

In un mondo in cui tutti siamo connessi con tutti e tutti cominciano a conservare i propri dati su Internet, la sicurezza informatica è sicuramente uno dei temi sentiti maggiormente, basti pensare al caso eclatante dell’NSA, la National Security Agency americana che ha destato scandalo in tutto il mondo per via di intercettazioni e spionaggio non solo di privati ma anche di industrie e capi di stato stranieri.

Mentre nella nostra università sono presenti 2-3 corsi dedicati interamente alla sicurezza di internet e più in generale delle reti, dalla crittografia antica a quella moderna, a mio parere si fa sentire la mancanza di un corso di sicurezza del software, che insegni come sviluppare codice sicuro, o che quantomeno possa illustrare quali siano stati gli errori del passato e come evitarli in futuro.

Proprio la scorsa settimana mi è stata data l’occasione di trattare un argomento, quello del buffer overflow, al corso di Fondamenti di Informatica tenuto dall’Ingegner Lorenzo Bracciale per le classi del primo anno di Ingegneria Elettronica e Ingegneria delle Tecnologie di Internet.

La lezione ha voluto mostrare come sia possibile sfruttare una possibile vulnerabilità derivante dal buffer overflow per eseguire codice arbitrario.

Allego le slides proiettate a lezione e il codice relativo, se trovate errori o inesattezze vi prego di comunicarmelo in maniera che vengano corretti. Sono ben accetti commenti e/o critiche.

Colgo l’occasione per ringraziare Lorenzo Bracciale per l’opportunità che mi ha dato di tenere una (anzi due) lezione all’università, che non è cosa di tutti i giorni per me.

Ringrazio inoltre tutti coloro che mi sono stati vicino e mi hanno sopportato durante questa esperienza.

Giulio

Moe: il nuovo sistema di segnalazione delle presenze in auletta

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Come avrete notato, di recente è apparso un nuovo strumento sulla barra laterale del nostro sito che mostra chi è presente in auletta. Questo tool è stato pensato per permettere alle persone che necessitano di ricevere assistenza di sapere se c’è qualcuno disponibile ad aiutarlo. Il sistema di notifica è completamente automatizzato e fa parte del progetto del Roma2LUG denominato Moe. Il codice sorgente è distribuito liberamente su GitHub ed è raggiungibile a questo indirizzo. Di seguito vedremo come funziona.

L’idea alla base del progetto è stata quella di sfruttare qualcosa di personale che potesse essere tracciato ogni qualvolta un membro del LUG entrasse in auletta. Il MAC address si è rivelata la scelta migliore: tutti gli smartphone hanno un’interfaccia di rete wireless e per ogni interfaccia c’è un indirizzo MAC univoco che può essere collegato al possessore del telefono. Quando una scheda wireless fa il suo ingresso in una rete, a meno di configurazioni statiche, tenta di negoziare un nuovo indirizzo IP con il server DHCP; questa procedura richiede che il dispositivo invii il proprio MAC address al server e che questo lo associ all’IP che d’ora in avanti lo identificherà fino alla scadenza del lease time.

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Installazione di un server LAMP locale su Ubuntu 11.10

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Dato che a noi del Roma2LUG piace un sacco condividere la conoscenza anche basilare su Linux, abbiamo deciso che qualcuno doveva scrivere una guida da tenere sempre con noi in caso di Alzheimer su come configurare un server LAMP locale in Ubuntu.

La scelta è ricaduta sul povero Andrea (non vi diremo mai quale dei due, così vi confonderete per sempre) il quale si è visto cadere sul capo il gravoso onere. In realtà l’ha detto lui, che l’avrebbe fatto, quindi chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Bando a tutte le chiacchiere, siccome il nostro Andrea ha deciso di fare le cose per bene, ci ha girato un file LaTeX meraviglioso che poi ho deciso di tradurre e postare qui sotto. Enjoy!

La guida è disponibile per il download in un bellissimo PDF, ed è distribuita sotto licenza Creative Commons – Attribution – Sharealike.

1. Introduzione

In questa breve guida vedremo come installare e configurare su Ubuntu 11.10 un server web composto da:

  • Apache (web server)
  • MySQL (database)
  • PHP (linguaggio di scripting)

Lo scopo della guida è quello di realizzare un server per lo sviluppo ed il testing in locale di siti web sviluppati in PHP.

ATTENZIONE: tutte le configurazioni sono pensate per un utilizzo come sistema di sviluppo! NON sono quindi adatte per un server da utilizzare effettivamente per fornire servizi web!

Tutti i comandi verranno eseguiti tramite il terminale, è quindi necessario conoscerne almeno le basi.

Ok, cominciamo aprendo proprio il terminale!

2. Installazione di Apache

Installiamo il server web Apache 2 con il comando

sudo apt-get install apache2

Verrà richiesta l’installazione di alcuni software aggiuntivi. Alla richiesta “Continuare?” confermiamo con il tasto Invio.

Verifichiamo se l’installazione è andata a buon fine aprendo un browser e digitando nella barra degli indirizzi

http://localhost/

Dovrebbe comparire una pagina con il messaggio “It works!”.

3. Configurazione di Apache

Vediamo ora come configurare i parametri più comuni di Apache.

3.1. Configurazione dell’utente

Per prima cosa andiamo a modificare l’utente che esegue il server. Benchè questo non sia assolutamente necessario, rende più semplice il testing delle pagine PHP. Andremo inoltre a limitare l’accesso al server dal solo computer locale per ovvie ragioni di sicurezza, trattandosi, come già accennato, di un server per lo sviluppo.

Apriamo il file /etc/apache2/envvars con un editor di testo (qui uso l’editor grafico Gedit, ma si può sostituire con qualunque altro editor, come Nano o Vim). sudo gedit /etc/apache2/envvars (come tutti i comandi eseguiti con sudo verrà richiesta la password dell’utente per continuare)

Cerchiamo le righe che iniziano con “export APACHE_RUN_USER” e “export APACHE_RUN_GROUP” e sostituiamo il valore dopo il simbolo di uguaglianza con il nostro username. Ad esempio, se il nome utente è “pippo” modificheremo le due righe così:

export APACHE_RUN_USER=pippo
export APACHE_RUN_GROUP=pippo

Salviamo e chiudiamo il file, lasciandone inalterato il resto.

3.2. Limitazione dell’accesso al solo computer locale

Apriamo /etc/apache2/ports.conf:

sudo gedit /etc/apache2/ports.conf

e sostituiamo

Listen 80

con

Listen 127.0.0.1:80

3.3. Document Root

Andiamo ora a cambiare la document root del server. Questa directory contiene i file che vengono serviti da Apache agli utenti del web. Di default viene usata /var/www, ma per comodità sposteremo questa cartella nella nostra home directory. Creiamo la cartella www all’interno della nostra home:

mkdir /home/pippo/www

(sostituendo ovviamente pippo con il nostro nome utente) e apriamo un altro file di configurazione:

sudo gedit /etc/apache2/sites-enabled/000-default

In questo file cerchiamo la riga

DocumentRoot /var/www

e sostituiamola con:

DocumentRoot /home/pippo/www

(sostituendo ovviamente pippo con il nostro nome utente).

Poi cerchiamo <Directory /var/www > e sostituiamo con:

<Directory /home/pippo/www>

(cambiando sempre pippo con il nostro nome utente). Salviamo e chiudiamo il file.

3.4. Attivazione delle modifiche

Possiamo ora riavviare Apache per rendere effettive le modifiche effettuate:

sudo /etc/init.d/apache2 restart

Riapriamo con un browser la pagina http://localhost/. Ora si dovrebbe vedere il messaggio “Index of /”.

4. Installazione di PHP e MySQL

Installiamo il tutto con il comando

sudo apt-get install php5 libapache2-mod-php5 php5-gd php5-imagick php5-mcrypt php5-mysql php5-sqlite mysql-server

Come al solito confermiamo con Invio l’installazione dei pacchetti aggiuntivi richiesti. Durante l’installazione ci verrà inoltre richiesta una password per l’utente root di MySQL. Terminiamo l’operazione riavviando nuovamente Apache:

sudo /etc/init.d/apache2 restart

5. Installazione di PHPMyAdmin

Questo software serve per gestire tramite una interfaccia grafica il database MySQL. Installiamolo con:

sudo apt-get install phpmyadmin

Durante l’installazione verrà richiesto il webserver su cui installare il programma. Scegliamo apache2 premendo Spazio e poi Invio. Rispondiamo inoltre “Sì” alla richiesta di “Configurare il database di phpmyadmin con dbconfig-common”.

PHPMyAdmin è ora accessibile puntando il browser all’indirizzo

http://localhost/phpmyadmin/

I parametri di accesso sono:

  • Nome utente: root
  • Password: la password scelta per MySQL

6. Conclusione

Ora è tutto pronto. Possiamo cominciare quindi ad inserire i file PHP del nostro sito web all’interno della cartella www nella nostra home directory. Per fare una prova si può creare il file info.php con il seguente contenuto:

 

Puntando il browser all’indirizzo http://localhost/info.php vedremo la pagina appena creata!

7. Altre informazioni utili

7.1. Avviare e fermare i server

Per avviare e fermare Apache e MySQL si possono usare i seguenti comandi. Per l’avvio:

sudo /etc/init.d/apache2 start
sudo start mysql

Per l’arresto:

sudo /etc/init.d/apache2 stop
sudo stop mysql

7.2. Evitare l’avvio automatico dei server all’avvio del computer

Dato che probabilmente non useremo Apache e MySQL ogni volta che avviamo il computer, possiamo impedirne l’avvio automatico in questo modo. Per disabilitare l’avvio automatico di Apache usiamo il comando:

sudo update-rc.d -f apache2 remove

Per MySQL, invece, apriamo il file /etc/init/mysql.conf:

sudo gedit /etc/init/mysql.conf

ed inseriamo il carattere “#” all’inizio delle righe

start on (net-device-up
and local-filesystems
and runlevel [2345])

che diventeranno quindi:

#start on (net-device-up
# and local-filesystems
# and runlevel [2345])