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Resoconto Linux Day 2015

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Ormai passate un paio di settimane dall’evento, eccoci nuovamente a tirare le somme di un trascorso Linux Day. Edizione romana 2015, anche quest’anno, il giorno Sabato 24 Ottobre, il Linux Day è stato ospitato presso l’Università di Roma Tor Vergata, da 4 anni luogo abituale per gli avventori dell’iniziativa. Il Roma2LUG, supportato questa volta dal LugRomaTre, è stato nuovamente promotore dell’evento ed ha permesso che anche gli appassionati della capitale e dintorni potessero festeggiare insieme questa speciale ricorrenza.

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La giornata è stata ricca di iniziative che hanno visto il coinvolgimento di utenti di tutte le età e con le più disparate conoscenze sugli argomenti vicini all’open source. Come in passato, all’inizio delle attività, abbiamo avuto il piacere di poter ascoltare un breve benvenuto del Prof. Salvatore Tucci, Direttore del dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica, che ormai da anni supporta le nostre iniziative e che ha voluto rinnovare questa fiducia, introducendo il pubblico del Linux Day all’evento.

Fiore all’occhiello di quest’anno è stato sicuramente il workshop su Linux Embedded. A seguito della collaborazione fra il Roma2LUG ed Epigenesys s.r.l., questi interventi tecnici sono nati con l’obiettivo di voler avvicinare un pubblico appartenente al mondo delle aziende, a volte estraneo a tali iniziative. Il workshop è stato introdotto dal prof. Marco Cesati, docente di Sistemi Operativi Open-Source, Embedded e Real-Time per il corso di studi di Ingegneria Informatica dell’Ateneo, che ha voluto dare un’introduzione ai sistemi embedded, alla loro importanza nella società e nel mondo aziendale ed al ruolo che Linux ricopre riguardo queste tematiche. Il resto del workshop ha avuto un carattere tecnico ed è proseguito con l’intervento di Federico Cosentino, membro del Roma2LUG, che ha voluto presentarci Buildroot, un tool che permette di creare e personalizzare a piacimento un sistema operativo Linux per la propria scheda.

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Spesso utile per chi si trova a dover lavorare sui sistemi embedded,  il workshop è proseguito con una guida alla scrittura di un proprio driver per la scheda appena configurata; l’intervento tenuto dall’Ing. Emiliano Betti di Epigenesys s.r.l., ha permesso al pubblico di poter seguire passo dopo passo la scrittura di un vero e proprio device driver. Continuando a seguire il filo conduttore di questi interventi, il workshop si è concluso con l’esposizione di Pierpaolo Santucci, fra i primi membri fondatori del Roma2LUG e ora dipendente presso Epigenesys s.r.l., che ha voluto intraprendere l’argomento di debugging remoto del kernel tramite il tool kgdb.

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Paralleli al workshop non sono mancati altri interventi, anche quest’anno con temi molto interessanti e variegati. Ad aprire le danze è stato Federico Capoano, membro del gruppo Ninux, che con il suo talk ha voluto analizzare la filosofia Unix con esempi pratici sui progetti Ninux e OpenWISP. Al suo intervento ha fatto seguito il talk di Elvis Angelaccio, studente e contributor per la community di KDE, uno sguardo sul noto Desktop Environment, sulla sua storia e sulle sue particolarità più e meno note, ma soprattutto sul come ognuno di noi possa contribuire a migliorarlo.

La mattinata è stata densa di iniziative tra le quali siamo lieti di poter elencare nuovamente la presenza del laboratorio Coderdojo. Già nostri ospiti lo scorso anno, i tutor hanno tenuto, fino alla pausa pranzo, un “dojo” dedicato ai più piccoli, ospitato all’interno del Laboratorio di Informatica della facoltà di Ingegneria, convertito completamente a Linux dal Roma2LUG ormai 2 anni fa. I bambini, supportati dai membri Coderdojo, hanno avuto modo di poter giocare ed imparare a sviluppare sull’IDE Scratch, speciale tool progettato dal MIT per avvicinare i più piccoli alla programmazione.

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Durante la pausa pranzo non è potuto mancare il torneo di OpenArena che ha visto pubblico, relatori e membri organizzatori sfidarsi a colpi di laser per la gloria e l’onore ma soprattutto per i premi messi in palio.

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Nel pomeriggio abbiamo assistito ad una nuova ondata di talk che è iniziata con gli interventi di Eduardo Maçan, ospite d’oltre oceano, sulla storia della comunità brasiliana del software libero, e di Roberto Reale, sviluppatore passato quest’anno da pubblico a relatore del Linux Day, sulla storia e l’utilizzo di FUSE per la creazione di file system in user space. A loro hanno fatto seguito i talk di Francesco Uliana e David Rossi, sul Continuous Deployment  distribuito con Docker, e di Alessandro Selli, che, oltre a dedicarsi al banchetto masterizzazione, ha voluto parlarci del tool tcpotente strumento di controllo del traffico di rete, intervento portatoci direttamente dalla LinuxCon di Dublino. Hanno concluso la serie di talk i nostri affezionati Simone Onofri, che si è dedicato all’attacco ed alla difesa contro il Cross Site Scripting, e Simonluca Dettori, con una panoramica sulle soluzioni Linux per una più sicura gestione dei dati.

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Il laboratorio di Informatica quest’anno è stato al centro di molte attività. Il pomeriggio infatti sempre su questi PC ha avuto luogo la simulazione delle Olimpiadi dell’Informatica. Grazie al supporto del prof. Luigi Laura, membro del comitato olimpico, sono stati preparati degli appositi questionari con problemi tipici a cui sono sottoposte le squadre di ragazzi che vi partecipano. Gli avventori hanno quindi potuto sperimentare come queste gare siano strutturate, ma anche come funzionino i software utilizzati, open source e da poco tempo ospitati su sistemi operativi Linux.

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Come ogni anno non sono potute mancare le iniziative di divulgazione e supporto. Nel corso dell’intera giornata è stato attivo il servizio di assistenza e installazione che, accompagnato dal banchetto masterizzazioni sopra citato, ha permesso di avvicinare nuove persone a Linux o di aiutare chi già ne è un utilizzatore ma ha trovato alcune difficoltà. Sono inoltre stati allestiti degli speciali PC che hanno permesso da un lato di poter dare uno sguardo più da vicino ad un sistema Linux e dall’altro di intrattenere grandi e piccoli con videogiochi open source. Ringraziamo poi Germano Masullo, che da Fedora Ambassador ha potuto allestire un banchetto dedicato a questa distribuzione ed ha messo a disposizione del pubblico DVD del sistema operativo.

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Con un evento cosi ricco di attività non si può che ritenersi soddisfatti dei risultati ottenuti. Anche quest’anno abbiamo registrato un buon numero di visitatori, intorno ai 200, che ci hanno fatto compagnia nel corso dell’intera giornata. Poter vedere cosi tante persone interessate alle tematiche proposte dal nostro Linux Day non può farci che piacere e ci spinge a continuare su questa strada, cercando sempre di offrire delle buone iniziative a chi ci supporta. Un ringraziamento va sicuramente ai relatori che come sempre rendono ricca questa giornata, ai proff. Cesati, Tucci e Laura che appoggiano le nostre iniziative e il cui supporto ci spinge sempre a dare il massimo, ad Epigenesys s.r.l. che ci ha affiancato e supportato in questa organizzazione, a chi ha partecipato all’evento con banchetti e laboratori, al Roma2LUG che ha dimostrato nuovamente di poter affrontare questa sfida ed al LugRomaTre, a cui auguriamo di poter continuare a crescere ed in futuro essere alle prese in prima linea con l’organizzazione del Linux Day. Concludiamo come giusto che sia con il ringraziare il pubblico di questo Linux Day che ci permette con la sua partecipazione di continuare a dedicarci con uno spirito sempre rinnovato alle nostre passioni.

Con questo concludiamo il resoconto. Ricordiamo a tutti che il materiale dell’evento è disponibile al link http://lug.uniroma2.it/ld15/slide-talk/, dove nei prossimi giorni sarà reso fruibile anche il video del workshop su Linux Embedded. Per altre informazioni sulla giornata invitiamo a visitare il sito dedicato ed a continuare a leggere la nostra pagina Web per tenersi aggiornati su attività future. Per il resto grazie ancora da tutto il Roma2LUG ed al prossimo Linux Day!

Roma2LUG Incontra – 2015

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Il giorno 20 Maggio si è tenuta la terza edizione dell’annuale “Roma2LUG Incontra”, evento volto alla promozione dell’open source e del sistema GNU/Linux, promosso dal dipartimento d’Ingegneria Informatica e Civile di Roma Tor Vergata, DICII e dalla nostra associazione.

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Come negli anni passati numerosi ragazzi, provenienti dagli istituti superiori di Roma e provincia, hanno preso parte all’iniziativa organizzata dai membri del Roma2LUG. Quest’anno le scuole presenti sono state l’IISS Enzo Ferrari di Roma, il liceo scientifico B. Touschek di Grottaferrata, l’ITTS Volta sede di Guidonia e l’ITST Fermi di Frascati.

Il programma dell’evento si è diviso in una breve introduzione e due talk: Why Linux??! PyGame: l’informatica non è un gioco.

Alle dieci c.a. gli studenti, insieme ai loro professori, sono stati accolti in aula Leonardo dai ragazzi più giovani del LUG.

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Alle dieci e mezza, riuniti tutti gli studenti, il Prof. Grassi ha dato inizio all’evento con un benvenuto agli studenti, illustrando agli ospiti come, se si parla di innovazione, ormai si intenda “progresso informatico”. Sono stati presi in esame alcuni casi nostrani, come i nuovi servizi di car sharing, attivati grazie agli sviluppi nel campo mobile. Il professore ha evidenziato l’importanza dei temi trattati dal Roma2LUG e la loro centralità nel corso degli studi di Ingegneria Informatica e nel mondo del lavoro.

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Il prof. Grassi al termine del suo intervento ha ceduto la parola a Federico Cosentino che, presentando la giornata, ha dato il benvenuto agli studenti da parte del Roma2LUG e ha lasciato la parola ai suoi colleghi.

Il primo talk, Why Linux, è stato tenuto da Daniele De Angelis e Giulia Cassara’. Il talk, di carattere introduttivo, ha previsto una prima parte in cui Daniele ha esposto cenni di storia del sistema GNU/Linux; ha spiegato, inoltre,  la differenza fra software libero e software open source, del business che ruota attorno a quest’ultimo e di come sia possibile tutto questo grazie alle licenze GPL.

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Nella seconda parte del talk, Giulia analizza alcuni dati d’uso dei principali sistemi operativi all’interno delle varie infrastrutture informatiche: Embedded Systems , server aziendali, Supercomputers, Desktop, laptop ecc.; traendo la conclusione che GNU/Linux è il sistema operativo più utilizzato al mondo sia da aziende sia da sviluppatori, che lo hanno adottato come base dei propri servizi. Non è mancato poi un accenno alle critiche contro i sistemi open source (come nel campo del gaming) e di come si percepisca aria di cambiamento anche su questi fronti.

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Se siete curiosi e volete approfondire cliccate su  Why Linux??!

Dopo la fine del primo talk e una pausa di 15 minuti, Gabriele Giagnoli e Giulio Picierro hanno spiegato nel dettaglio il processo di sviluppo dei classici giochi Pong e Frogger, attraverso l’uso di Python e del modulo PyGame. I ragazzi hanno voluto sottolineare come non sia possibile in così poco tempo addestrare dei programmatori: lo scopo del dialogo era, infatti, invogliare i ragazzi a sperimentare e a raggiungere traguardi che a prima vista possono sembrare irraggiungibili. Data l’attualità della trattazione, il talk ha riscosso un ottimo successo, catturando l’interesse degli studenti, specialmente quello delle classi degli istituti tecnici, che hanno tempestato di domande i due relatori.

Questo è il link alle slide del secondo talk, il codice sarà a breve disponibile!

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Alla fine dei talk, come d’usanza, è stato il momento dei test: dieci domande con risposte multiple, randomizzate da un programma chiamato Shuffler sviluppato dal componente del nostro gruppo, Giulio Picierro.  

https://github.com/Roma2Lug-Projects/Shuffler <— studiatevi il codice così avrete migliori possibilità di copiare la prossima volta!

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L’intero gruppo ha totalizzato una media di 6.4 su 10, maggiore rispetto al 5.8 degli incontri dello scorso annoIl vincitore, Emanuele Ronci, con il voto massimo di 10/10, ha ricevuto come premio una meravigliosa maglietta Roma2LUG

Come lo scorso anno l’intero gruppo si è ritenuto soddisfatto dell’esito dell’evento, portato a compimento grazie agli sforzi di tutti i membri dell’associazione. Si ringraziano in particolare Cristina Zucchiatti per le foto, Francesco Comandini, Flavio D’Uffizi, Luca Capanna e Lorenzo Basili per la regia e il mixer audio, Sara Margani, Luca Carnevali e Mauro Filanti per l’accoglienza. Ringraziamo anche Caterina Grimaldi per aver assistito i professori dell’IIS Enzo Ferrari nell’uso di FTP su Linux! 

Tenetevi pronti, perché l’anno prossimo Roma2LUG incontrerà ancora!

Concludendo: Good Job Roma2LUG!!!

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Ulteriori foto dell’evento sono presenti nella nostra pagina Facebook. Guardatele, siamo un gruppo meraviglioso!

Questo Sabato 25 Ottobre il Roma2LUG ha avuto il piacere di essere in prima fila nell’organizzazione del Linux Day 2014 di Roma. Evento molto sentito dalla comunità italiana, è stato per il terzo anno organizzato dal nostro LUG, attualmente unico Linux User Group attivo sul territorio romano, ed ospitato all’interno dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

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Roma2LUG Incontra – 2 Aprile, IIS Enzo Ferrari

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Lo scorso 2 Aprile ha avuto luogo il primo evento, promosso dal Roma2LUG con la collaborazione del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica (DICII) dell’Università di Roma Tor Vergata, “Roma2LUG Incontra”.

Circa 50 studenti dell’istituto Enzo Ferrari di Roma, classi 3°, 4° e 5°, e 3 dei loro professori si sono recati presso la nostra Università per assistere a delle lezioni con argomento principale i sistemi operativi GNU/Linux.

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Alle ore 10.30, dopo una nostra accoglienza, gli studenti si sono potuti accomodare in Aula Leonardo, dove a seguito di una breve introduzione del nostro collega Pierpaolo Santucci, hanno potuto ricevere il saluto del Presidente del Corso di Studi di Ingegneria Informatica, Vincenzo Grassi.

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A seguire si è subito entrati nel vivo della giornata, assistendo al talk preparato da Daniele De Angelis e Alessio Biancalana, “Why Linux!?”. Lo speech, di carattere generale e divulgativo, ha voluto mostrare agli studenti perché sia effettivamente importante anche solo la conoscenza dell’esistenza dei sistemi GNU/Linux. Con una carrellata di esempi e di casi noti dell’applicazione dei SO GNU/Linux si è voluto sottolineare come nella vita di tutti i giorni, seppure indirettamente, ognuno di noi utilizza sistemi open source.

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Dopo questa introduzione ha preso la parola il professor Marco Cesati, ricercatore dell’Università e professore dei corsi dedicati ai Sistemi Operativi e Sistemi Embedded.

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Al suo intervento è seguito il secondo talk preparato dagli studenti del Roma2LUG, dedicato al single-board computer Raspberry Pi, preparato da Stefano Di Francescangelo e Gabriele Giagnoli. Diviso in due fasi, lo speech ha prima dato un infarinatura sui sistemi GNU/Linux, mostrando i comandi base da conoscere per un primo approccio alla command line, e dando alcuni concetti (es. reti di calcolatori, ssh, etc…) utili per la seconda parte del talk; questa seconda parte infatti, ha avuto un carattere più pratico, mostrando alla platea come a partire da una Raspberry Pi senza alcun sistema operativo, si possa configurare un media center fatto in casa e completamente gestibile da remoto.

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Il single-board computer Raspberry Pi è a nostro parere un elemento caratteristico del mondo dei sistemi operativi GNU/Linux. Nato da un progetto open source dell’Università di Cambridge, ha dimostrato come con pochissimi soldi si possa avere un piccolo computer adatto a moltissime applicazioni; proprio per questo motivo sin da subito il progetto ha avuto il pieno supporto della comunità. Attualmente poi il mondo dei sistemi informatici ha acceso molto l’interesse verso questi sistemi essenziali, rendendo sempre più reale l’idea di “Internet of Things”: ogni dispositivo, grazie a questi sistemi informatici economici e di piccole dimensioni, sarà in un futuro molto prossimo parte effettiva della rete globale.

La giornata non si è conclusa qui! Infatti agli studenti è stato sottoposto un test a risposta multipla riguardante i talk appena seguiti. La prova è stata ideata principalmente per scopi statistici, al fine di verificare quanto effettivamente le nuove generazioni siano affezionate ed appassionate ai temi trattati durante la giornata; si è voluto inoltre solleticare l’attenzione della platea, ponendo in palio, per il miglior test, lo stesso dispositivo Raspberry Pi utiizzato durante la presentazione, sperando che in seguito a questa giornata il vincitore, ma anche tutti coloro che abbiano partecipato, possano continuare a sperimentare personalmente, aumentando il proprio bagaglio culturale in vista di una prossima carriera universitaria o esperienza lavorativa. Questi test, le cui domande sono state ideate dai componenti del LUG, sono stati generati in maniera casuale dal pool di domande, grazie all’applicativo creato da Giulio Picierro (Shuffler).

Mentre i loro test venivano corretti, gli studenti sono stati salutati dal professor Salvatore Tucci, preside del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica, che ha dato degna chiusura alla giornata, promuovendo l’evento e spiegando perché queste giornate di studenti che insegnano a studenti siano fondamentali, soprattutto in campi come l’Informatica, dove spesso l’utilizzo delle nuove tecnologie è necessario per comprendere queste approfonditamente. Al termine della correzione è stato individuato il test con punteggio maggiore, 9 su 10, il cui autore, Lorenzo Serafini, ha potuto ricevere come premio la Raspberry Pi impostata durante i talk. Nel complesso comunque la piccola prova ha avuto esiti nettamente positivi, con un’ottima media per il tipo di domande poste.

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Le considerazioni del LUG, al termine di questo evento sono state molto positive. Gli studenti hanno avuto modo di muovere qualche passo verso l’Università, colmando almeno minimamente il gap fra le scuole secondarie e gli studi universitari; si sono inoltre dimostrati estremamente partecipi, attenti ed interessati agli argomenti trattati in questo evento.

Ringraziando quindi tutti coloro che hanno partecipato, con una particolare attenzione ai professori intervenuti e al Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica, speriamo che questo evento sia il primo di una lunga e positiva serie.

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Anno nuovo, kernel nuovo!

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Come i più appassionati di voi ricorderanno, qualche mese fa sulla pagina Facebook del Roma2LUG è apparso il seguente post:

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Quello nella foto non è un semplice computer, ma l’attuale router che si occupa di gestire la rete all’interno dell’auletta del Roma2LUG. Nonostante questo compito sia già di vitale importanza per la vita quotidiana del nostro LUG, questo si occupa anche di ospitare alcuni servizi importanti, come il meccanismo di registrazione delle presenze, esposto in un precedente articolo.

Andandone a vedere le caratteristiche, si può notare come questo sia un vero pezzo di storia dell’informatica. La scheda madre su cui è montato è una Asus P2L97 (manual), che ospita un Intel Pentium II da 266 MHz ed è dotato di 312 Mb di memoria RAM. Essendo dedicato al reindirizzamento della rete, questo è stato fornito di due schede ethernet: una D-Link DFE-530TX ed una D-Link  DFE-528TX.

Risulta evidente che l’hardware in uso non è precisamente di ultima generazione e che, seppur dedicato semplicemente al compito di router e poco più, anche un’installazione minima di Debian 7 possa mettere a dura prova le risorse esigue.

Queste riflessioni sono state fatte anche all’interno del LUG e si è deciso di agire al fine di migliorare al massimo la situazione. E così, proprio ieri è stata approntata una modifica importante e decisiva: la compilazione di un kernel dedicato. Abbiamo recuperato dalla rete il sorgente del kernel 3.10.26 e facendo attenti test, verificando di includere tutti i moduli necessari al funzionamento base del pc, sono stati esclusi tutti gli extra evidentemente non utilizzati da hardware cosi datato e dalla configurazione attuale della macchina. C’è da sottolineare che allo stato attuale non esiste alcun modulo esterno, poiché tutti inclusi staticamente all’interno della nuova compilazione. Questo ha portato ad un kernel di poco più di 2.1 MiB.

Seppure questo traguardo risulti molto soddisfacente, non vogliamo fermarci. Il nostro obiettivo è aumentare ancora di più le prestazioni del pc, identificando solamente i moduli necessari alla configurazione attuale per ridurre la grandezza del kernel. Soglia dei 2 MiB ti oltrepasseremo!!

Se siete interessati, potete scaricare l’attuale configurazione dal repository GitHub corrispondente. Per ulteriori informazioni, non esitate a contattarci sui nostri canali!

Considerazioni post Linux Day

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Buongiorno a tutti.

Ben trovati in questa settimana post Linux Day. Spero che l’evento sia stato di vostro gradimento, che abbiate imparato qualche cosa dai nostri talk e che vi siate divertiti a condividere qualche discussione nell’ambito dell’open source con noi, con i nostri partner, con i nostri relatori e, perché no, anche fra di voi.
Quest’anno abbiamo potuto riscontrare una flessione delle presenze, da attribuirsi, pensiamo noi, a nostri errori organizzativi che vogliamo prontamente riparare e sistemare per il prossimo LD; come si dice “Sbagliando si impara” ed essendo noi un gruppo giovane abbiamo ancora molto da sbagliare 🙂
Nel totale con le nostre registrazioni abbiamo riscontrato un numero di 140 presenze e so di qualcuno di voi che ha preferito non registrarsi; tranquilli non porteremo rancore, ma lo diciamo per dimostrarvi che la nostra richiesta deriva puramente da fini statistici utili alle nostre organizzazioni future.

Vogliamo ringraziare tutti i relatori che ci hanno accompagnato in questa edizione, con un accenno speciale a chi ha voluto dare nuovamente il suo contributo dopo l’esperienza (spero positiva) dell’anno passato. C’è anche da ringraziare i nostri partner: i ragazzi del banchetto masterizzazioni e del banchetto Parallel Knoppix, che come l’anno scorso hanno condiviso i nostri sforzi nel cercare di fornire un evento comprendente tutte le iniziative possibili e quindi a soddisfare la maggior parte delle vostre richieste.

Quest’anno aggiungiamo nei ringraziamenti la cornetteria Cinque Stelle, che ha permesso di organizzare la nostra colazione, che spero abbiate gradito. Se quindi siete riusciti ad avere uno dei loro cornetti freschi, vi invito ad iscrivervi al loro gruppo Facebook, al fine di suggellare questa nostra partnership che potrà essere utile nei nostri eventi futuri.

Concludiamo poi questa carrellata di ringraziamenti, comprendendo chi ha voluto fare donazioni alla nostra associazione, anche solo partecipando alla nostra pesca a premi o alla nostra colazione; queste verranno reinvestite in eventi futuri e ci permetteranno di mantenere viva la nostra associazione.

Vorremmo invitarvi a comunicarci la vostra impressione, i vostri pareri sull’evento e i consigli che vorreste darci per migliorare. Ricordo quindi la nostra email: roma2lug_at_gmail.com, a cui potrete scrivere per inviare il vostro consiglio al fine di continuare ad organizzare eventi sempre migliori e piacevoli per ognuno di voi.

Chiudiamo tutti questi annunci comunicando che il nostro lavoro non è finito: organizzeremo nuovi eventi utili alla divulgazione di Linux e dell’Open source, quindi vi invitiamo a seguirci e a tenervi informati.

Stay tuned!

FLOSS – Female Lack in the Open Source Software?

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FLOSS – Free/Libre/Open Source Software

Quando nel Luglio dello scorso anno si è diffusa la notizia che Marissa Mayer era stata scelta come CEO di Yahoo, la mia prima reazione è stata quella di una sorpresa gradita ma inaspettata. Con il passare dei giorni, tuttavia, si è diffuso sempre di più in me un senso di sconcerto. Non per il fatto in sé, ma per l’inquietudine che la mia prima reazione mi aveva suscitato. Perchè ero rimasta sorpresa, perchè la notizia che una donna – e per di più incinta! – era ora a capo di un’importante azienda informatica, mi aveva colta quasi impreparata? Avrei avuto la stessa reazione se fosse stato un uomo, ovvero, sarebbe stato questo l’aspetto più importante del suo incarico, che fosse un uomo e che stesse per diventare padre? Oppure non sarebbe stato più importante avere notizie sui suoi studi, sulla sua carriera e sulle sue capacità? A partire da queste domande vorrei affrontare con voi qualche piccola considerazione – semiseria – sul ruolo femminile nell’informatica e, sopratutto, nel mondo Linux e open source.

Vorrei partire da quello che è, purtroppo, un dato di fatto: Linux, e i sistemi operativi Open Source, stanno via via acquisendo una fetta di mercato sempre più grande, ma la mia impressione è che non stia crescendo, in modo proporzionale, l’utenza femminile. Quello che mi preme analizzare sono i motivi per cui ciò avviene e, eventualmente, come risolverli.

Mi pare chiaro che uno dei problemi principali è che la maggior parte delle persone ritiene che i sistemi Linux siano, passatemi il termine, “roba da smanettoni”. E ovviamente, tutto ciò che è da “smanettoni” ha a che fare con il mondo maschile, almeno secondo la percezione comune. La bassa percentuale di presenza femminile nelle facoltà informatiche certamente non aiuta a sfatare questo mito. C’è in questo senso un problema più profondo di tipo sociale che di certo non aiuta la nostra causa. Da studentessa di ingegneria informatica ho provato spesso la sensazione di essere considerata fuori posto, e non solo all’interno della facoltà. È successo anche a voi, miei cari amici maschi, che qualche vostro famigliare, in modo assolutamente innocente e privo di malizia, vi chiedesse sconcertato perchè scegliere proprio questa facoltà, come se in realtà vi stesse chiedendo cosa pensate di poter fare lì? Non c’è qualcosa di più adatto a voi? Pregiudizi duri a morire, ma che, sono molto fiduciosa, andranno sempre più diminuendo.

Comunque, per rompere questa catena negativa, a mio parere, ne dovremmo instaurare una più positiva e prolifica. Più donne saranno presenti e importanti nello sviluppo di sistemi Open Source, più ragazze saranno invogliate a farne parte. Non sto parlando solo di “emulazione” – per quanto sia un punto da non sottovalutare – ma anche e soprattutto di non sentirsi scoraggiate dalla paura di essere una goccia nell’oceano. Del non sentirsi sole, in poche parole. Inoltre, e non sarebbe poco, la presenza di più donne portebbe un punto di vista diverso all’interno del mondo Linux. E sono convinta che un buon prodotto non sia nient’altro che un prodotto realizzato con l’apporto di esperienze, conoscenze e punti di vista diversi. Quello che noto, almeno nelle distro principali che ho potuto conoscere direttamente e indirettamente, è che i DE e i programmi disponibili – persino, se vogliamo essere sottili, la loro stessa organizzazione – sono rivolti ad un pubblico prevalentemente maschile. E non potrebbe essere altrimenti, visto che sono prevalentemente uomini i loro sviluppatori. Facciamo un esempio concreto: la possibilità di accedere ad una piattaforma come Steam è stato un passo avanti importante per aprire Linux a un pubblico più grande, ma, converrete con me, non abbastanza da un punto di vista femminile. Ciò che vorrei, in sostanza, è un’operazione di “marketing” per rendere il prodotto più accattivante agli occhi dell’utenza femminile. Ed eccola qui la nosta reazione a catena positiva: più donne ci sono più il prodotto potrà essere pensato per un pubblico diverso, e più il prodotto si avvicinerà a quel pubblico, più ragazze vorrano farne parte.

Termino qui, almeno per ora, i miei sproloqui, ma sarei molto felice di conoscere il vostro parere. Siete d’accordo con me nel dire che Linux ha bisogno di una presenza femminile maggiore? E se sì, cosa fareste voi, di concreto, per rendere ciò possibile?

P.S.: Esistono molti siti e gruppi dedicati alle donne nell’Open Source. Vi lascio questo link a riguardo. Incoraggiamenti di questo tipo sono sempre importanti e lodevoli, ma, a mio parere, sottolineano la “gravità” della situazione. Sarebbe bello non dover avere bisogno di simili iniziative 😉

Guida galattica per openstoppisti

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La parola è potere: parla per persuadere, per convertire, o per costringere.
– Ralph Waldo Emerson

Prima o poi capita a tutti nell’arco della propria vita di constatare che spesso tutto si riduce alla conoscenza o meno delle parole giuste.  Prendete, casualmente, l’open source: c’è gente che sa cos’è, e gente che non sa cosa sia. E la differenza, agli occhi di chi sa cos’è, è bella grossa. Non è poi un’ignoranza cui si può rimediare in quattro e quattr’otto: dalla prima volta che ti danno la definizione, alle terza volta che consulti Wikipedia per capire perché mai certa gente ci tiene tanto, alla decima che ti accorgi che purtroppo il programma che usi è proprietario e quindi certe cose non le puoi fare… di tempo, per capire, ce ne vuole.

È in questa prospettiva che voglio cercare di raccontare sotto forma di piccolo glossario, senza lontanamente avvicinarmi alle pretese “galattiche” millantate nel titolo, il senso di alcune parole che forse il lettore ancora non conosce. Si tratta di sfogliare le foglie di un albero che ha la radice sempre lì, nell’esempio più su: l’open.

Come riscaldamento iniziamo con una sola parola: open access.

Open access, per l’appunto “accesso aperto”, è il termine con cui si designano quelle riviste accademiche basate sul sistema peer-review che permetto l’accesso al proprio contenuto senza restrizioni attraverso Internet. Niente di più, niente di meno, ma la storia è più lunga di una riga. Con rivista “accademica” si intende una rivista che pubblica articoli prodotti da accademici nell’ambito della loro disciplina.

Il termine peer-rewiew è intimamente legato al concetto di rivista accademica. Come si fa infatti a decidere se un articolo scritto da un esperto è davvero all’altezza della rivista accademica dedicata al suo settore? Non sembra esserci un modo più sicuro di accertarsene che prendere l’articolo candidato e farlo leggere ad altri esperti i quali esprimeranno poi il loro parere: questo è il sistema “peer-review” (orribilmente traducibile in italiano con revisione paritaria), ed è il vero e proprio sistema giudiziario che decreta cosa è scientifico e cosa no. Ai signori della truffa di turno non mancherà di notare i tanti rischi di lobbying offerti da un sistema del genere (e basta chiedere una testimonianza diretta a chi “sta nel giro” per constatare che gli scienziati, purtroppo, sono esseri umani anche loro…). L’altro lato della medaglia è il business che si crea facilmente dietro le riviste di alto livello. Poco tempo fa il grande matematico inglese Sir William Timothy Gowers ha letteralmente dichiarato guerra alla casa editrice Elsevier, importantissima in ambito scientifico, per la sua politica disonestamente avara; la -IMHO- avvincente storia (una grande vittoria agli occhi di ogni idealista del movimento open source) si può leggere alla pagina di Wikipedia appunto chiamata The Cost of Knowledge. L’open access, in tutto ciò, ha la sua bella parte: previene, almeno in parte, spietate speculazioni di carattere economico da parte degli editori, e costringe il sistema peer-review a una maggiore onestà. Potendo infatti tutto essere letto da tutti, diventa estremamente difficile manipolare il sistema a favore di qualcuno piuttosto che di qualcun’altro.

Da un lato dunque, come ci sono per il software open source, per l’open access ci sono questi aspetti pratici estremamente importanti ma, sempre come lo stesso open source, c’è una questione “filosofica” di fondo che si sottende all’intera storia sorreggendola: il sapere è di tutti. Non vogliamo che la conoscenza sia solo un privilegio di chi ha i soldi per permettersela.

Neanche a dirlo, queste poche righe non sono altro che la punta dell’iceberg che si può intravedere dal corrispondente articolo di Wikipedia sull’open access. Infine, per chiudere, una parola per chi ha orecchie per intendere: non dimenticate a casa il vostro asciugamano!

Siamo vivi!

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Salve LUGgers!

Purtroppo come noterete questo spazio è un po’ datato, ma l’attività del LUG non è ferma.

Molti dei nostri componenti, fortunatamente per loro, sono in vista della laurea e il loro impegno, giustamente, non è sempre assicurato. Ci sono però molte cose che sono state fatte ed altre ancora da fare.

La nostra attività di supporto è sempre attiva: dal Lunedì al Venerdì, dalle ore 9.30 alle 18, potete recarvi in auletta (sempre al solito posto: 2° piano, l’aula col pinguino) per ricevere assistenza di qualsiasi entità, nel campo dei sistemi operativi Linux.

Stiamo cercando di portare avanti la nostra iniziativa di attivazione di servizi online per gli studenti, volti sempre ad avvicinare le persone al mondo dell’open source, ma anche a dar supporto a questi ultimi nell’avanzamento della loro carriera universitaria.

Abbiamo ancora molti progetti in cantiere, che vanno dal prossimo Linux Day 2013 fino al supporto ai neofiti, ma la nostra attività è resa possibile solo dalla volontà dei nostri membri. Quindi ribadiamo il nostro invito a chiunque sia volenteroso, ad unirsi alla nostra compagnia (noi abbiamo i biscottini).

Cambiando argomento, vogliamo render noto che il LUG quest’anno può vantare di aver preso parte con la propria squadra all’evento EBEC del Best di Tor Vergata, classificandosi nella prova del Team Design al secondo posto. I nostri intrepidi hanno avuto la meglio su altri 20 gruppi circa, dimostrando che gli informatici sanno anche sporcarsi le mani. Postiamo alcune foto come prova (stranamente nessuno ci crede mai senza XD )

Rimanete aggiornati e venite a trovarci!

#LinuxDay2012 – Ricordi accanto al focolare

Life logs Leave a reply

A una settimana dal Linux Day si può a ragione ritenere di avere ormai raggiunto quel distacco emotivo che è necessario per dare un giudizio oggettivo su come sia andato l’evento. Sabato sera scorso mi sentivo davvero felice (quella felicità che non scompare quando ti chiedi “perché sono felice?”), e tale sono stato domenica, e lunedì e il giorno dopo ancora… e dopo una settimana che ogni volta che ci pensi ti senti soddisfatto, cominci a capire che il senso di benessere non è solo un’overdose di Redbull.

Il LUG ha iniziato a lavorare sodo da mesi per far funzionare la cosa (la query “linux day” su Google Groups nella mailing list del Roma2LUG restituisce 384 risultati…), e alla fine: bei talk, tanta gente e soprattutto una bella atmosfera. Sono quelle cose cui non crede la solita certa gente (purtroppo la stragrande maggioranza); intendo quelli che “Open? Free? Ma se non ci sono interessi diretti nessuno se ne occuperà!”

Questo non si rivelò vero quando Linus Torvalds concretizzò il suo flame contro i custodi dello status quo, e -nel suo piccolo- continua a essere smentito ancora una volta in un giorno che è stato dedicato all’Open Source proprio in un contesto dove mancare di perseguire l’immediato individualissimo interesse può essere fatale: è il mondo delle imprese, grandi o piccole che siano.

Pare che tra le esperienze più formative che un giovane della nostra età possa fare ci siano tutta quella categoria di impegni che vanno sotto il nome di “volontariato”; non sei pagato né costretto, lo fai perché senti di volerlo fare, ed è esattamente questo il sentimento alla base della voglia di fare il meglio non per sé stessi ma per la collettività, per qualcosa di più grande (e non semplicemente più numeroso) della singolarità del proprio ego. L’impegno dei membri del LUG nasce non meno dalla voglia di condividere il tempo tra nerd, ma ciò cui si va incontro in ogni attività di volontariato è l’arrivo di quella fatidica domanda, quando poi dalle parole si passa ai fatti, “ma chi me lo fa fare?”; a quel punto o credi che quello che fai porta qualcosa di buono a tutti, o esci. Le persone del Roma2LUG sono ancora qui, sono state qui per tutti voi, e non hanno paura di chiedersi chi glielo fa fare, perché sabato ci avete dato la risposta.

Le LUG ragecomic

Un meme commemorativo.